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Il Museo Tattile Statale Omero di Ancona.

Dal 1993 è aperto, ad Ancona, il Museo Tattile Statale Omero, l’unico del genere in Italia e nel mondo. Punto di riferimento internazionale nell’educazione estetica per non vedenti e ipovedenti.

10 dicembre 2021

Dal 1993 è aperto, ad Ancona, il Museo Tattile Statale Omero, l’unico del genere in Italia e nel mondo. Punto di riferimento internazionale nell’educazione estetica per non vedenti e ipovedenti, il Museo è oggi uno spazio unico e senza barriere, in cui tutti possono conoscere l’arte attraverso il tatto. Ospitato nelle settecentesche sale della Mole Vanvitelliana di Ancona, si propone come un’enciclopedia tridimensionale di storia dell’arte
. E noto come  nei Musei sia tassativamente vietato toccare le opere e questo divieto, se per chi vede non rappresenta  un ostacolo alla fruizione dell’opera artistica lo è, invece, per le persone cieche ed ipovedenti. Ma in Italia esiste un’eccezione. C’è, infatti, ad Ancona, un Museo Tattile Statale, k Museo Omero, con sede nella Mole del Vanvitelli, e si tratta dell’unico Museo del genere in Italia e nel mondo. E’ giusto dunque, scriverne oggi, 3 Dicembre, Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità. Una specifica Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità è stata infatti approvata il 3 Dicembre del 2006, il cui Articolo 30 sancisce il diritto delle persone disabili a partecipare alla vita culturale, della comunità così come a quella ricreativa agli svaghi e allo sport.
Toccare un'opera d'arte, l'idea è intrigante anche se mette un po' in soggezione. Si può fare nel Museo Tattile Statale Omero, di Ancona che è stato interamente concepito in forma accessibile e inclusiva. Nel Museo le persone cieche o ipovedenti possono vedere attraverso il tatto tutte le opere esposte, che riproducono con particolari materiali (gesso e vetroresina) opere famose, esposte nei più importanti e famosi Musei di tutto il mondo o facenti arte del patrimonio artistico di molte città, italiane ed estere.
Le guide accompagnano i visitatori attraverso le Sale e propongono anche ai visitatori vedenti di bendarsi per utilizzare il proprio tatto per vedere le opere .Un’esperienza che offre certamente un punto di vista diverso, mai sperimentato in un luogo d’arte.
Il Museo
Il Museo Omero occupa 3.000 metri quadri su quattro piani e apre ad un approccio all'estetica in gran parte ancora inesplorato dai non vedenti, nonostante la sua profonda valenza epistemologica. Scoprire volumi, prospettive, espressioni attraverso il senso del tatto permette di realizzare esposizioni in cui la percezione artistica passa attraverso suggestioni plurisensoriali extra visive. Il Museo si intitola ad Omero, ha spiegato il Direttore Aldo Grassini, perché  egli è statoil più grande artista della civiltà occidentale, ed era cieco..
Istituito nel 1993 dal Comune di Ancona, su ispirazione dell’Unione Italiana dei Ciechi, il Museo Omero è stato riconosciuto al Parlamento, nel 1999, Museo Statale confermandogli una valenza unica a livello nazionale. Punto di riferimento internazionale nell’educazione estetica per non vedenti e ipovedenti, il Museo è oggi uno spazio unico e senza barriere in cui tutti possono conoscere l’arte attraverso il tatto.
Ospitato nelle settecentesche sale della Mole Vanvitelliana di Ancona, si propone come un’enciclopedia tridimensionale di storia dell’arte. La sua collezione documenta in modo organico l’arte plastica e scultorea di tutti i tempi: dalle copie al vero della Grecia classica, di Michelangelo e Canova alle sculture originali della ricca sezione contemporanea con De ChiricoMariniMartiniMessina e molti altri. Per favorire un approccio alla realtà di tipo sinestetico, il Museo organizza numerose attività didattiche per scuole di ogni ordine e grado con visite animate e bendate, e laboratori accessibili sulle tematiche dell’educazione sensoriale, dell’arte contemporanea, della diversità e dell’archeologia. Il Museo offre inoltre un prezioso servizio di educazione artistica ed estetica per non vedenti e ipovedenti, corsi di aggiornamento e formazione per insegnanti ed operatori, attività di consulenza, un fornito Centro di documentazione.
Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Comune di Ancona (www.comune.ancona.gov.it) e dal Sito web del Ministero dei Beni Culturali (www.beniculturali.it).

di U.F.

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