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Artista a bordo

A Venezia, la barca Lycian Princess ospita la prima galleria d’arte galleggiante d’Italia, “Artista a bordo”. Qui, fino al prossimo 9 Ottobre, l’installazione “Vedere oltre la vista”, dello scultore Felice Tagliaferri, accessibile a persone con disabilità visiva

30 settembre 2022

BOLOGNA - Nelle ultime settimane Venezia è stata al centro dei riflettori di tutto il mondo per la sua celebre Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta dal critico Alberto Barbera, quest’anno giunta alla sua settantanovesima edizione.

In realtà la Serenissima non solo è nota per il suddetto evento di fama mondiale, ma spicca anche in fatto di creatività artisticamente e culturalmente parlando.

Se siete disposti a salpare nuovi orizzonti, non potete non intraprendere il viaggio a bordo della barca Lycian Princess sulla quale potrete trovare, pensate un po’, la prima galleria d’arte galleggiante d’Italia. La splendida iniziativa, curata da Riccardo Benedini, si chiama “Artista a bordo” e fino al prossimo 9 Ottobre ospiterà l’installazione Vedere oltre la vista dello scultore Felice Tagliaferri, accessibile a persone con disabilità visiva. Il viaggio con partenza da Marina di Sant’Elena a Venezia si concluderà a Trieste alla Barcolana, storica competizione velistica.

È proprio Tagliaferri ad accogliere gli ospiti, guidandoli per mano e con la voce per un viaggio accattivante alla scoperta di sé stessi, dei propri limiti e delle proprie possibilità, tra sculture che “parlano, si ascoltano e si toccano”. Infatti, come spiega l’artista: “l’aspetto tattile nella lavorazione e nell’osservazione è elemento fondamentale dell’esperienza artistica, al punto che l’esplorazione tattile di ogni  opera rivela dettagli non percepibili col solo uso della vista”. Ulteriore tocco di originalità è offerto dalla presenza a bordo della Carta dei diritti  - un blocco di marmo che i Capi di Stato del mondo possono scalfire incidendo le loro iniziali – opera molto apprezzata e che è stata condivisa dal velista Andrea Stella.

Come si legge anche nell’articolo sul portale d’informazione InVisibili del Corriere della Sera, si tratta di un progetto portatore di un “messaggio di pace, speranza e sostenibilità”. Ammetto di essere molto orgoglioso di Felice, che oltre che un bravo artista è anche un amico e una persona estremamente accogliente, capace di buttarsi a piene mani in ogni situazione. Pensate che, una volta, a Ferrara, in occasione di una sua mostra ha voluto farmi fare le scale in carrozzina, guidandomi personalmente. Un bell’esercizio di fiducia, non c’è che dire, che ricordo quanto l’emozione di toccare il suo “Cristo Rivelato”. Avere un artista con disabilità tra i protagonisti di un evento così celebre direi che è per tutti un bel segnale, che indica un passaggio in più nella relazione con la disabilità: consentire non solo l’”accesso a” ma il coinvolgimento nella “produzione di” qualcosa.

D’altronde l’arte e il cinema non possono che essere inclusivi per costituzione, fa parte del loro DNA, come parlare di diversità fuori dal coro, dagli stereotipi e dalle convenzioni. Sono curioso di vedere che cosa Felice e il velista Andrea Stella si porteranno a casa da questa esperienza e quali risvolti il loro contributo avrà sul pubblico dentro e fuori dal Festival. Si può proprio dire, prendi l’arte e mettila da parte, anzi, a bordo!

E voi, che cosa chiedete all’arte?

Scrivete a claudio@accaparlante.it e seguitemi sui miei profili Facebook e Instagram.

di Claudio Imprudente

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