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Una vita per la moto

Questa settimana Claudio Imprudente racconta di una bella festa alla Fattoria urbana del Pilastro con piloti che praticano, fra le altre cose, motocross e mototerapia

5 luglio 2022

Quarant’anni e non sentirli...Direi che ormai posso permettermi di dirlo! No, non sto parlando dei miei di anni, nonostante in parte me li senta ancora, ma di quelli dell’Associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna, di cui sono Presidente Onorario.
 
Lo scorso 16 giugno il Centro si è concesso una bella festa alla Fattoria Urbana del Pilastro, insieme a tante amiche e amici che in tutti questi anni hanno accompagnato il lavoro del gruppo su numerosi progetti legati all’editoria, l’informazione e la formazione .
 
Nel mezzo non sono mancate le sorprese e un po’ di adrenalina, grazie per esempio al gruppo DaBoot, piloti professionisti e semiprofessionisti che praticano motocross, quad, motoslitta freestyle e mototerapia.
 
Che dire, non potevo certo farmi sfuggire l’occasione! Mi è mancato un po’ il chiodo e qualche tatuaggio in più ma direi che l’esperienza di un bel giro in moto è stata molto divertente, oltre che utile per asciugare il sudore in quella caldissima serata.
 
Insieme a me c’era Massimo Bianconcini, motociclista freestyler di professione, cinque volte campione del mondo di Step Up e attivo da più di 25 anni sul panorama internazionale del free style motocross.
Massimo è stato molto capace nel sostenermi durante il giro, dato che ero completamente adagiato su di lui, mi ha fatto subito sentire sicuro, facendomi così godere appieno l’esperienza senza troppi pensieri.
Un giro in moto è molto liberatorio, quanti non hanno fatto a gara da ragazzi per farsi portare in giro dagli amici che ce l’avevano, magari di nascosto, perché i genitori erano contrari. In moto si prova l’ebrezza della velocità ma anche dell’essere in mezzo alla natura quasi a corpo libero, la possibilità di raggiungere in tempi rapidi un luogo, magari in compagnia.
 
E poi, il cognome che porto parla per me, confrontarsi ogni tanto con qualche rischio non fa mai male, se c’è fiducia ovviamente nella situazione e nel contesto.
 
Non nego di non essere pronto per i salti ma è una messa alla prova che mi sento di consigliare, sia con una disabilità che non, anche perché l’incontro con un motociclista di professione di per sé non è male.
 
John Holmes una vita per il cinema, una vita per la moto” canta d’altronde Elio di Elio e le Storie Tese...
 
Affrontare la vita e le difficoltà con un certo freestyle è anche un po’ quello che abbiamo cercato di fare in questi quarant’anni insieme all’Associazione Centro Documentazione Handicap, per cui, anche durante i festeggiamenti, siamo stati piuttosto coerenti.
 
Non mi resta che mettermi un po’ di brillantina e sono pronto per fare concorrenza a Fonzie!
 
E voi, quali sport estremi praticate?
 
Scrivete a clausio@accaparlante.it e seguitemi sulle mie pagine Facebook e Instagram.

di Claudio Imprudente

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