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“Felicemente seduta”: un saggio per tutti

Con Claudio Imprudente ci imbattiamo in una novità editoriale ci permette di riflettere sul corpo, il protagonista assoluto delle nostre sfide quotidiane.

16 maggio 2022

 “Cos'è, cos'è questa sensazione? È come un treno che mi passa dentro senza stazione
Dov'è, dov'è il capostazione? Sto viaggiando senza biglietto e non ho direzione [...] È il mio corpo che cambia nella forma e nel colore. È in trasformazione […]”.
 
Canticchiando questo pezzo anni Novanta, a tratti “camaleontico” e anche un po' rivoluzionario, del celebre gruppo rock Litfiba, mi viene subito in mente un saggio autobiografico in cui è rilevante il connubio “corpo e cambiamento”. Mi riferisco al libro Felicemente seduta. Il punto di vista di un corpo disabile e resiliente (Le Plurali Editrice, 2022), scritto dall’avvocata e docente americana Rebekah Taussig, e pubblicato lo scorso aprile.
 
Come scrive la collega Stefania Delendati nella rubrica InVisibili per il Corriere della Sera, la Taussig “ci conduce nella sua vita, dall’infanzia a oggi, raccontando l’impatto che il suo corpo ha avuto sull’essere bambina, adolescente e poi donna con disabilità, e come questo ha influito sul modo in cui gli altri la percepiscono. Rebekah è famosa per il profilo Instagram @sitting_pretty in cui, attraverso “ricordi in pillole”, cerca nuove sfumature nella descrizione collettiva della disabilità con un obiettivo preciso: ricordarci che nessun corpo è sempre e per sempre così come lo vediamo, neppure quello più performante”.
 
Dunque, sebbene in questo bellissimo lavoro sia centrale il punto di vista e l’esperienza di vita di una donna con disabilità, “Felicemente seduta” non si rivolge per così dire a “poche/i intime/i”, ossia a una categoria marginalizzata in particolare, ma è un saggio per tutti: donne, uomini, persone con disabilità e non… un libro per chiunque si senta “fuori luogo” o al contrario sia convinto di essere “normale”.
 
Ma perché proprio per tutti? La domanda sorge spontanea… Perché la disabilità è una condizione che riguarda la totalità degli esseri umani. Col passare degli anni il nostro corpo inevitabilmente si trasforma, subisce in maniera molto naturale un processo degenerativo.
 
E come la stessa autrice afferma: “tutti i corpi, spesso anche quelli più giovani, fanno casini, cambiano taglia, si stringono e si gonfiano, si ribellano e disobbediscono, si rompono e guariscono, si rompono ancora e si rimettono insieme tutti storti, […] ci parlano, lavorano per noi, si stancano, soffrono e gioiscono”.
 
Più volte ho ribadito negli anni durante la mia esperienza di educatore, formatore, scrittore e giornalista, come tutte le persone non possano fare a meno del proprio corpo. Il suo possesso è slegato dallo status sociale o dal luogo di origine: il corpo ci è “cucito addosso” sin dalla nascita. È la casa che accoglie le nostre sensazioni ed emozioni, siano esse positive o negative. Di esso possiamo avere varie percezioni, legate al piacere o al dolore, all’accettazione o al rifiuto. È protagonista assoluto delle nostre sfide quotidiane, delle nostre vittorie, ma anche delle nostre sconfitte e delusioni.
 
In questo “viaggio senza biglietto e senza direzione”, come canta Pelù, si tratta non solo di affrontare e superare limiti esclusivamente fisici, ma spesso e volentieri anche di lotte interiori.
 
E chi non ha mai dovuto affrontare una sfida nella vita?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram.

di Claudio Imprudente

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