SuperAbile






In Tempo libero

Notizie


Il lato diverso delle cose

Giulia Lamarca, attivista per i diritti delle persone con disabilità, psicologa e travel blogger, nelle ultime settimane ha colto una grande sfida…

19 aprile 2022

Se doveste pensare a un influencer o a una persona che ama viaggiare, riuscendo a conciliare i mille impegni lavorativi con la propria vita familiare, una persona che, insomma, ha una vita “movimentata”… qual è il primo nome che vi verrebbe in mente?
Ce ne sarebbero davvero tanti! Ma a me viene subito da rispondere: Giulia Lamarca, attivista per i diritti delle persone con disabilità, psicologa e travel blogger, che nelle ultime settimane ha colto una grande sfida, ovvero la conduzione di D-side - il lato diverso delle cose, il nuovo programma di Rai Per il Sociale, in esclusiva per Rai Play dallo scorso 9 Marzo, e prodotto da Stand By Me, che parla di diversità, inclusione e lotta alle discriminazioni.
E a tal proposito, Giulia scrive sulla sua pagina Instagram: “Vorrei dire una cosa, è la mia prima conduzione […] Mi sono sentita parte di una nuova generazione, di un nuovo mondo, quello in cui una neomamma può lavorare, e una donna con disabilità può condurre un programma tv… Ho le lacrime agli occhi nel dirvi che tutto questo è accaduto […] Quindi andate su Rai Play e guardate D-Side!!!”.
Sono svariate le domande e i pregiudizi che pervadono l’immaginario collettivo, per esempio: una donna transgender può entrare in un bagno femminile? È giusto ricorrere alla chirurgia estetica se hai un difetto fisico? Ci sono cose che una persona in sedia a rotelle non può fare? Gli stranieri ci rubano il lavoro? Assumeresti un babysitter maschio? Usciresti con una persona che ha un disturbo mentale?
Così Giulia, e altri ospiti d’eccezione che si alternano nel corso delle puntate, pongono l’attenzione su alcune questioni per creare importanti spunti di riflessione: identità di genere, body positivity, disabilità, stereotipi legati al genere, diversità come nuova prospettiva.
Dunque, sei argomenti per sei puntate.
Ovviamente, non potevo non guardare quella interamente dedicata all’abilismo con ospite, il giovane Arturo Mariani, calciatore scrittore e coach, il quale mi ha molto colpito per una sua considerazione sulla protesi come “limite mentale”.
Un ribaltamento dell’idea di protesi, che in questo caso non è un ausilio, non aiuta a superare il limite, ma al contrario lo crea, perché costringe Arturo a indossare una gamba “artificiale” per “apparire uguale agli altri”.
Durante la puntata, si alternano poi divertenti interviste a potenziali coppie di italiani (i liceali, i dee-jay, i fuori sede, le vicine di casa, gli eterni fidanzati, i macellai, madre e figlio) rispetto ad alcune tematiche legate alla disabilità: il sesso, l’abilismo, la genitorialità e, infine, come raccontare la disabilità a un bambino che la incontra per la prima volta.
 
Dulcis in fundo, per concludere con il “Dizionario della diversità” si chiede al pubblico una parola per “distruggere” il concetto di abilismo.
Insomma, un format semplice, leggero e accessibile nei contenuti anche a chi non si è mai imbattuto in tali istanze, per promuovere e valorizzare una vera cultura dell’inclusione.
Non mi resta che invitarvi a guardare D-Side!
Qual è quindi la parola che, secondo voi, “abbatte” il termine “abilismo”?
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram.

di Claudio Imprudente

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati