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L’accessibilità per una cultura di pace

Una giornata tutta dedicata alla condivisione e promozione della cultura del libro tradotto in simboli, ossia con la comunicazione aumentativa alternativa (CAA).

12 aprile 2022

Un giorno sarò foglia, se un giorno sarai ramo”. Con questa delicata citazione tratta dalla poesia del giovane scrittore, Angelo Mozzillo, si può riassumere l’essenza del convegno nazionale Rete biblioteche Inbook. Opportunità, sfide e prospettive future del Polo Bibliotecario ferrarese, che si è tenuto lo scorso 26 Marzo dalle 10 alle 17.30 presso la biblioteca comunale Ariostea di Ferrara, e al quale ho avuto l’opportunità di partecipare come relatore con grande curiosità ed entusiasmo.
Una giornata tutta dedicata alla condivisione e promozione della cultura del libro tradotto in simboli, ossia con la comunicazione aumentativa alternativa (CAA).
La rete delle biblioteche con il supporto del Centro Studi Inbook ne curano la valorizzazione in tutti i suoi aspetti: culturali, educativi, linguistici e tecnologici.
Numerosi sono stati i relatori – esponenti che appartengono al mondo socio-sanitario, educativo, della scuola e del terzo settore – i quali hanno offerto il proprio contributo nelle tre sezioni attraverso cui si è articolato l’evento: “Comunicazione Aumentativa per partecipare ed essere protagonisti”, “Rete biblioteche Inbook e CSCA: il Centro Studi Inbook, spazio di alleanza e promozione di accesso alla cultura”, “Esperienze da scuola e territori.
Come ho già anticipato nel corso del convegno, non sono propriamente un esperto in fatto di CAA – ambito curato ormai da diversi anni da un gruppo di colleghi competenti dell’Associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna - ma a proposito di opportunità, sfide e prospettive future, che calza a pennello il mio intervento dal titolo “Inclusione fa rima con relazione: per un percorso di crescita sociale e culturale”.
Dunque, quando avviene questa crescita? Sicuramente quando c’è il confronto, la relazione. E quando c’è la relazione? Uno dei requisiti fondamentali è senza dubbio la comunicazione!
Ora più che mai, se facciamo riferimento agli scenari di guerra che pervadono l’attualità, possiamo sostenere che il dramma dell’umanità, di cui vi ho ampiamente parlato a Ferrara, è proprio l’incomunicabilità.
L’assenza di comunicazione, infatti, non può che generare conflitto, marginalità e regresso, anziché dialogo, sviluppo e crescita. Perché si sa che uomo e comunicazione vivono in simbiosi: se non avesse la capacità di comunicare il genere umano, e nel complesso il mondo intero, subirebbero una battuta d’arresto perdendo così di “vita” e significato.
Realizzare un libro accessibile significa quindi incentivare una “cultura di pace” all’insegna dell’inclusione in una società democratica, dove tutte e tutti possono esprimersi e comprendere liberamente nel rispetto delle differenze.
Un libro accessibile è un piccolo gesto di grande creatività che contribuisce alla pace.
 
E voi contribuite a una cultura di pace con “microgesti” di creatività?
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram.

di Claudio Imprudente

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