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Un’intervista o anche no?!

“O anche no” è uno dei programmi Rai più originali e innovativi rispetto ai temi della disabilità. Una bellissima chiacchierata che ci ha permesso di “sviscerare” tanti concetti, e ridere di aneddoti e riferimenti a me cari…

23 marzo 2022

Ne avevamo già parlato un po' di tempo fa, nel dicembre 2020 - intonando il frizzante successo della band romana “I Ladri di Carrozzelle” - in un articolo che ho scritto per questo portale, a proposito della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.
 
Ebbene, mi riferisco a “O anche no”, uno dei programmi Rai più originali e innovativi rispetto ai temi della disabilità (vincitore nel 2019 del premio Nazionale Inclusione 3.0 per “l’elevato valore sociale e inclusivo del docu-reality”) in onda ogni venerdì in seconda serata su Rai Due, e condotto dalla giornalista, attivista per i diritti umani, scrittrice e - dulcis in fundo - produttrice televisiva, Paola Severini Melograni.
 
Questa volta ne scrivo perché ho avuto l’immenso piacere di parteciparvi come ospite lo scorso 22 febbraio, insieme al mio collega Luca Cenci, educatore del gruppo educativo “Progetto Calamaio” - Cooperativa Accaparlante di Bologna.
 
Così, vedere trasformarsi la biblioteca dell’Associazione Centro Documentazione Handicap in un vero e proprio studio televisivo è stato davvero entusiasmante e divertente, oltre che essere motivo di grande orgoglio.
Una bellissima chiacchierata che ci ha permesso di “sviscerare” tanti concetti, e ridere di aneddoti e riferimenti a me cari.
 
In primis, abbiamo raccontato di come è cambiata l’immagine della disabilità negli ultimi quarant’anni, in particolare del passaggio dal concetto di “invisibilità” a quello di “ruolo attivo” della persona disabile, su cui poi si è instaurata una lunga riflessione a partire dall’entrata in vigore della Legge sull’Integrazione Scolastica del 1977, che ha portato all’abolizione delle cosiddette scuole “speciali”.
 
Abbiamo parlato della nascita del Centro Documentazione Handicap, partendo dalla fatidica domanda “La persona con disabilità cosa può fare per la società? Come può lasciare il segno culturalmente parlando?”, per poi soffermarci sull’idea di “logica della lentezza”, che non è semplicemente il contrario di velocità ma un valore aggiunto alla conoscenza, alla comunicazione e alla relazione.
 
L’intervista si è conclusa raccontando della nascita e dell’esperienza del “Progetto Calamaio”, gruppo integrato di educatori e animatori con disabilità che educano alla diversità i bambini e i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado.
 
Insomma è stato un excursus che ci ha guidati fino al concetto di inclusione nella collettività.
 
Non mi resta che invitarvi a rimanere sintonizzati il venerdì sera nell’attesa di vedere in onda questa curiosa puntata, ma soprattutto per apprezzarne il programma televisivo che, con ironia e profondità, propone e tratta contenuti legati alla cultura della disabilità a trecentossessanta gradi.
 
E voi, come immaginate una trasmissione sulla disabilità?
 
Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram

di Claudio Imprudente

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