SuperAbile







Press Play on Sport. Ovvero, storie di accessibilità sportiva

Una chiacchierata con Massimiliano Rubbi, autore del volume edito da La Meridiana. “L’attenzione pubblica e dei media sulle grandi icone dello sport paralimpico rischia in parte di mettere in ombra il discorso sull’accessibilità allo sport per tutti e tutte?”. Forse sì

9 marzo 2021

Negli ultimi giorni ho avuto l’occasione di fare una chiacchierata con Massimiliano Rubbi. Voi vi chiederete: ma chi è? E soprattutto, cosa ha fatto? Ora ve lo spiego.

Massimiliano è un giornalista e ha scritto il libro Press Play on Sport. Esperienze di accessibilità sportiva per persone con disabilità, appena uscito in stampa. Il testo è stato pubblicato dalla casa editrice La Meridiana di Molfetta (BA), nella collana “I libri di AccaParlante”, in collaborazione con l' Associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna.

Si parte dalla seguente riflessione: “L’attenzione pubblica e dei media sulle grandi icone dello sport paralimpico, pur essendo di grande importanza e fonte di ispirazione per moltissime persone con disabilità e non, rischia in parte di mettere in ombra il discorso sull’accessibilità allo sport per tutti e tutte”.

L’autore ha voluto mettere in luce come lo sport a livello dilettantistico sia quello di cui si parla meno. Ciononostante esso rappresenta una grande opportunità per l’accessibilità alla pratica sportiva, anche come diritto alla salute.

Un esempio illuminante di quanto questo discorso sia più marginale è che - come spiega Rubbi nell’introduzione - “in italiano non viene utilizzato il termine inglese parasport” e “risulta fuorviante chiamare sport paralimpico le attività di base dello sport adattato, per non parlare dello sport integrato o di altre pratiche sportive di squadra in cui persone con e senza disabilità giocano fianco a fianco” (La Meridiana, 2021).

L’autore quindi illustra alcuni esempi di pratiche sportive di questo tipo, sottolineando che l’attività dilettantistica per persone disabili è ancora lontana dall’essere ampiamente accessibile.

In questo periodo pandemico certamente si sente il bisogno di praticare sport, sia per la voglia di fare attività fisica ma soprattutto per il desiderio di stare assieme. La mancanza di una dimensione ludica e di socialità ha certamente gravato sulla vita di tutti e tutte. In base alle normative attuali le limitazioni hanno riguardato prevalentemente la pratica sportiva di base e non quella agonistica. Allora, come leggiamo nella presentazione del testo pubblicata dal sito della Cooperativa Accaparlante, la domanda è: “In che modo questa distinzione riguarda chi da sempre si misura con l’accessibilità allo sport a causa di una disabilità fisica o mentale?”.

Lo sport, a mio avviso, è soprattutto una grande occasione di aggregazione, di stare insieme agli altri e alle altre. La possibilità di accedere a questo tipo di esperienza per tutte le persone è fondamentale, ma lo è soprattutto per chi, come la persona disabile, può trovarsi in situazioni di esclusione.

Non mi resta che invitarvi a leggere questo libro. Lo so che vi verrà voglia di fare sport, ma per il momento vi consiglio di leggerlo facendo un bel giro all’aperto, camminando o non. Soprattutto, vi invito a parlarne con i vostri amici e le vostre amiche, in modo che venga a tutti e tutte una gran voglia di muoversi!

E voi, che attività sportive fate in questo periodo?

Scrivete a claudio@accaparlante.it oppure sulle mie pagine Facebook e Instagram

di Claudio Imprudente

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati