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Affettività, sessualità e disabilità, che fare?

L’autoconsapevolezza di sé, del proprio corpo e delle proprie pulsioni, per facilitare i ragazzi e le loro famiglie in ambito relazionale. Elisabetta Cimatti e Lorenzo Trivellini firmano “Costruire buone e possibili carezze” (Città Nuova). Recensione pubblicata sulla rivista SuperAbile Inail

29 novembre 2022

ROMA - Un supporto per un sano e corretto sviluppo della sfera affettivo-sessuale delle persone con disabilità cognitiva. Perché essere genitori di un figlio “speciale” richiede di diventare “genitori speciali”, soprattutto quando si tratta di educare. Ecco allora che, sulla base delle evidenze scientifiche e della propria esperienza professionale e personale, gli autori provano a rispondere in merito ai problemi e alle difficoltà che i giovani con disabilità intellettiva incontrano nell’espressione della propria sessualità, e che mamma e papà devono essere in grado di affrontare con competenza e naturalezza. Che fare, quindi, in caso di foto di parti intime inviate via Whatsapp, di abbracci troppo invadenti o di masturbazione in luoghi pubblici? La sessualità, va ricordato, rappresenta una parte integrante della personalità di ogni individuo ed è un bisogno primario dell’uomo che racchiude in sé dimensioni fisiche, fisiologiche, psicologiche, sociali, emotive, ma anche culturali ed etiche. Motivo per cui il volume propone anche un percorso laboratoriale volto ad attivare un processo di autoconsapevolezza e di accettazione di sé, del proprio corpo e delle proprie pulsioni, che possa facilitare i ragazzi e le loro famiglie a prendere decisioni responsabili in ambito relazionale e sessuale. (M. T.)

(Recensione tratta dal numero di ottobre 2022 di SuperAbile Inail, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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