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Un libro autobiografico per capire l’acondroplasia

Con “Nanessere. Il mondo visto dal basso verso l’alto” (Corsiero editore), Marco Sessa racconta dall’interno la forma più comune di nanismo. Recensione pubblicata sulla rivista SuperAbile Inail

29 novembre 2022

ROMA - Il racconto dall’interno di un condizione di disabilità come l’acondroplasia, ovvero la forma più comune di nanismo, il cui limite principale è costituito dallo stigma sociale. “Nanessere” è più di un volume autobiografico, perché l’autore ha scelto di andare oltre il proprio vissuto per proporre una visione diversa del mondo e della vita. Marco Sessa è, infatti, un attivista per i diritti delle persone con disabilità, nonché presidente dell’Aisac, l’Associazione per l’informazione e lo studio dell’acondroplasia. «Uno sguardo dal basso verso l’altro sulla realtà», scrive nel volume, «perché ogni individuo è la sintesi di sensazioni, sensibilità ed esperienze sperimentate nel proprio vissuto, a prescindere dalle dinamiche circostanti, che lo portano a creare la propria personalità e, quindi, a definire il proprio posto nella società». Tra gli episodi più avvincenti del libro il resoconto del lungo soggiorno in Siberia dove, nel 1982, appena 14enne, Sessa è stato ricoverato per nove mesi in uno tra i primi ospedali al mondo a effettuare gli interventi per gli allungamenti degli arti. «Se avessimo realmente saputo cosa ci aspettava», è il commento dell’autore, «probabilmente non avremmo mai scelto Kurgan. Ma alla fine sono contento di aver vissuto questa avventura». (A. P.)

(Recensione tratta dal numero di ottobre 2022 di SuperAbile Inail, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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