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Disturbi mentali, è sempre forte il rischio dello stigma

Grazie al romanzo “Noi due come in un sogno” di Nicholas Sparks (Sperling & Kupfer), migliaia di lettori potranno capire più a fondo di cosa parliamo quando parliamo di disturbo bipolare

29 novembre 2022

ROMA - Colby ha appena conosciuto Morgan e si è innamorato di lei. In comune hanno l’amore per la musica, lei lo trova un musicista e un paroliere strepitoso, lui sa già che lei diventerà presto una cantante famosa. Si incontrano durante una vacanza in Florida e si raccontano i tratti più significativi delle loro vite. Morgan vuole sapere tutto della fattoria che Colby dirige, insieme alla zia, con tanta pazienza e dedizione. Lui soddisfa ogni sua curiosità, rispondendo a tutte le sue domande. C’è però una cosa che non le dice di sua sorella Paige, perché quella rivelazione potrebbe portare con sé il tratto dello stigma. Paige è un’artista straordinaria, è intelligente, generosa, quando hanno perso i loro genitori ha fatto a Colby da mamma. «Ma sapevo che, indipendentemente da quello che ti avrei raccontato di lei, appena avessi pronunciato le parole “bipolare”, “mentalmente disturbata”, “incline a crisi psicotiche” o “con tendenze suicide” queste etichette le sarebbero rimaste appiccicate, perché non l’hai conosciuta per quella che è veramente», confida Colby a Morgan. I libri di Nicholas Sparks sono stati tradotti in 50 lingue e trasposti in numerosi film. E ora, grazie al romanzo “Noi due come in un sogno”, migliaia di lettori potranno comprendere più a fondo di cosa parliamo quando parliamo di disturbo bipolare. (A. P.)

(Recensione tratta dal numero di ottobre 2022 di SuperAbile Inail, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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