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Il detective senza una gamba alle prese con un serial killer

Un poliziotto, un collega, una ragazza che aiuterà nelle indagini e un assassino che un tempo è stato anche lui stesso vittima. Sono i protagonisti di “Una trappola d’aria” di Giuseppe Festa Longanesi

6 aprile 2022

Marcus Morgen ha perso sua madre troppo presto, ha perso l’amore della sua vita, ha perso una gamba e nello stesso incidente ha perso anche il suo lavoro di ispettore della polizia criminale di Oslo. Non resta che spararsi un colpo in bocca e farla finita, se non fosse per quella serie di nuovi omicidi inusuali e crudeli sulle Isole Lofoten che metteranno il detective sulla scia non di un semplice assassino seriale, bensì di un autentico enigma vivente. A metà strada tra il giallo psicologico e il thriller, il romanzo si configura come un vero e proprio “must” della letteratura di genere. A partire in primis dai protagonisti: un poliziotto non certo al top della forma, un collega (amico fraterno), una ragazza che aiuterà nelle indagini e un serial killer che un tempo è stato anche lui stesso vittima. «Avrebbe potuto dire molto di più al suo amico d’infanzia. Per esempio, ringraziandolo per ciò che aveva fatto per lui negli ultimi mesi, per le volte che lo aveva trascinato dal fisioterapista, o tirato giù dal letto. Per aver tentato, almeno tentato, di farlo uscire dalla palude di torba in cui era finito». Alla fine, ognuno farà i conti con il proprio passato. È la resa, cavaliere nero.
(La recensione è tratta dal numero di febbraio di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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