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Le terribili visioni sonore di una ragazzina sorda

Con “Bunny Boy” (Marsilio), Lorenza Ghinelli torna a dare vita a Nina, la bambina con l’impianto cocleare già protagonista di un altro suo noir. Recensione pubblicata sulla rivista SuperAbile Inail

26 gennaio 2022

Da quando è diventata sorda, Nina è afflitta da terrificanti visioni sonore che altro non sono che presagi di morte. Cupe premonizioni in cui la bambina può sentirci benissimo. Allucinazioni uditive, le chiamano gli adulti. Le sue notti spesso insonni sono tormentate da incubi dove riesce a udire l’inudibile. E mentre un killer seriale – un ragazzino spezzato che crescendo si è trasformato in un oscuro e spietato vendicatore chiamato Bunny Boy – continua a uccidere, la bambina a poco a poco si rende conto di essere in qualche modo connessa con lui, e soprattutto di essere la sola a poterlo fermare. Dopo “Tracce dal silenzio”, Lorenza Ghinelli torna a dare vita a Nina, la bambina con l’impianto cocleare già protagonista di un altro suo romanzo dell’orrore. E anche questa volta si tratta di una favola nera. Una storia che non parla direttamente di disabilità, ma dove i traumi fisici e psicologici sono ben presenti e intenti a lasciare i propri segni sulla pelle e sull’anima dei più piccoli. A volte, infatti, si è costretti a fare i conti con le brutture e le crudeltà della vita fin dalla più giovane età, e «avere addosso gli sguardi della madre e della psicoterapeuta è umiliante». (M. T.)

(La recensione è tratta dal numero di dicembre di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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