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Il turismo accessibile? È in Valle Camonica

Comunità montana e cooperative sociali hanno unito le forze, dieci anni fa, per rendere fruibili non solo parchi e percorsi, ma anche strutture e servizi del territorio: la storia di un lavoro di gruppo, per garantire a ciascuno il proprio passo

25 aprile 2021

ROMA - Mai dire impossibile, mai dire inaccessibile: anche la montagna, con il suo patrimonio naturalistico ma pure storico, archeologico e culturale, si offre a tutti. E lo fa grazie a un progetto, nato nel 2011, cresciuto passo dopo passo e deciso a non fermarsi: oggi si chiama “Valle Camonica per tutti” ed è un sito web e, al tempo stesso, una guida che raccoglie itinerari e proposte senza barriere, tra parchi, sentieri e siti archeologici del territorio. “A ciascuno il suo passo” era il nome del progetto iniziale, promosso dalla comunità montana, in qualità di ente gestore del distretto culturale e di coordinamento del sito Unesco: obiettivo, rendere fruibile a tutti la Valle dei Segni o, almeno, le sue principali risorse culturali. Un compito che doveva essere necessariamente assegnato a un gruppo di lavoro interdisciplinare: per questo la comunità montana, tramite bando, ha chiamato a raccolta, fin dall’inizio, diverse professionalità, dagli esperti di pedagogia agli archeologi, dagli architetti fino agli operatori delle cooperative sociali che, insieme a un gruppo di persone con disabilità, sono partiti per esplorare insieme i parchi del sito Unesco, misurando, verificando, immaginandone la possibile accessibilità. Da questo lavoro comune è nato un metodo, applicato poi negli interventi, che è caratterizzato da una sperimentazione aperta, dalla partecipazione attiva dei soggetti-utenti, dalla condivisione multidisciplinare, dall’ascolto dei bisogni effettivi.

Come prima creatura di questo lavoro di gruppo, ha visto la luce il percorso inclusivo nel comune di Capo di Ponte: un racconto multisensoriale per tutti, costruito per punti, dalla stazione all’abitato fin dentro il parco di Seradina-Bedolina, alla scoperta del patrimonio archeologico e paesaggistico. Il percorso si compone di strutture (panche, sedute, corrimano, eccetera), di segnaletica interattiva (scorrevole, apribile, sfogliabile), multisensoriale (vista e tatto) e diversificata (incisioni, linea del tempo, uso della vegetazione). Parallelamente, sono stati organizzati incontri aperti agli operatori sociali della Valle dei Segni, per sviluppare nuovi strumenti operativi, con l’obiettivo di incrementare, tra gli operatori culturali e turistici, la conoscenza e la sensibilità verso i temi dell’accessibilità universale. Anno dopo anno, si sono moltiplicati e diversificati gli strumenti messi in campo dagli attori del progetto: dai totem interattivi, multisensoriali e innovativi per la fruizione indiretta del sito Unesco ai video-racconti, nati da un concorso rivolto a giovani registi e video-maker per raccontare vicende, progetti e interventi sociali provenienti dal mondo della disabilità. Contemporaneamente, venivano realizzati interventi infrastrutturali per incrementare l’accessibilità del paesaggio dell’arte rupestre nei parchi del sito Unesco. Grazie a questi interventi, alcune rocce incise sono ora fruibili da persone con disabilità, ma anche da anziani e bambini.

Nel 2017 il progetto si è allargato al settore turistico, prendendo il nome di “Valle Camonica per tutti”: il modello dell’accessibilità ha invaso le strutture alberghiere, i servizi, gli strumenti d’informazione e, naturalmente, Internet, attraverso il sito dedicato. Grazie a una serie di attività, realizzate sempre in collaborazione con le cooperative sociali del territorio, è nato il logo distintivo per contrassegnare le strutture e i luoghi che fanno propria la causa dell’accessibilità. Al tempo stesso sono stati messi in campo, grazie alla collaborazione del terzo settore, servizi per turisti con disabilità, come l’assistenza e l’accompagnamento sul territorio. È stata realizzata anche la guida al turismo accessibile della Valle Camonica, Zeus!. E si è avviato il censimento dell’accessibilità esteso a strutture ricettive e per l’intrattenimento, come anche ai servizi.

«Abbiamo fatto tanto, ma tanto vogliamo ancora fare», assicura Marco Milzani, direttore della cooperativa sociale Il Cardo, una delle realtà protagoniste del progetto. «Procediamo per piccoli passi, come si fa in montagna, ma con un grande obiettivo: fare in modo che il prezioso patrimonio culturale, oltre che naturalistico, della nostra valle sia accessibile a tutti. È un’iniziativa che ha il valore della collaborazione tra realtà diverse, grande pregio di questo progetto: la comunità montana ha infatti avuto la lungimiranza di chiamare, accanto ad archeologi, architetti e altri esperti del settore, anche realtà del privato sociale con esperienza nel campo della disabilità. Un passo alla volta, attraverso azioni semplici, siamo arrivati gradualmente a realizzare il sito, che è anche una guida, in cui sono illustrati diversi percorsi e proposte, nell’ambito del patrimonio culturale e dei servizi sul territorio. Oggi il sito raccoglie oltre 130 luoghi accessibili: un ottimo risultato, in un territorio difficile come quello montano. Il lavoro, però, non è certo concluso: il nostro intento è di far capire come si debba valorizzare questa fetta possibile di turismo, adeguando anche le strutture e i servizi. Abbiamo aperto un fronte e dobbiamo continuare a tenerlo caldo, attraverso un lavoro d’informazione e sensibilizzazione. La mia cooperativa, per esempio, girerà nei prossimi mesi un video, insieme alle persone con disabilità delle nostre strutture, in cui saranno valorizzati, in chiave ironica, i percorsi realizzati finora. Il momento è difficile, soprattutto per il turismo, ma non abbiamo alcuna intenzione di fermarci», promette Milzani.

«D’inverno come d’estate, la Valle Camonica ha tanto da offrire a tutti: piste, ausili e rifugi accessibili nella stagione fredda, bellissime passeggiate ed escursioni per il resto dell’anno. Invitiamo tutti a venire nella nostra valle: c’è una grande ricchezza storica e culturale da scoprire tra le nostre montagne, nei nostri parchi, sulle nostre rocce. E tutti possono accedere almeno a una parte di questo meraviglioso patrimonio».

L’articolo è tratto dal numero di SuperAbile INAIL di marzo, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità

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