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Amsi-Unitixunire: missione a Capo Verde per operare 500 pazienti

Solidarietà ma anche sanità oltre i confini, per portare un supporto medico-scientifico ai Paesi in via di sviluppo, contribuendo alla loro cura e al loro sviluppo locale

31 dicembre 2017


ROMA - Solidarietà ma anche sanità oltre i confini, per portare un supporto medico-scientifico ai Paesi in via di sviluppo, contribuendo alla loro cura e al loro sviluppo locale. Sono questi gli obiettivi tradotti da subito in realtà portati avanti dal Movimento internazionale Uniti per Unire e dall'Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi), che sostengono la seconda missione medica 'Sirurgica' a Capo Verde, inquadrata nel protocollo siglato tra Kriol-Ia' (Associazione di amicizia Italia-Capo Verde) e l'ospedale Baptista de Sousa, che si svolge fino all'8 gennaio 2018.
 
In particolare, saranno effettuate chirurgie oftalmiche programmate per dare risposta alla lista di oltre 500 pazienti che sono in lista di attesa, con uno scambio tra personale medico sanitario locale e italiano. I beneficiari saranno capoverdiani giovani e adulti affetti da cataratta e da altre patologie oftalmologiche, provenienti per lo più dal Nord dell'Arcipelago, e selezionati dalla stessa struttura ospedaliera del Paese.
 
"Siamo fieri che anche in un periodo di festività questi amici, colleghi professionisti della sanità internazionali, avviano a Capo Verde questa importante missione che contribuirà alla cura di tanti pazienti", dichiara Foad Aodi, medico fisiatra, fondatore di Amsi e Uniti per Unire, eletto per il quarto mandato consecutivo come consigliere dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma e provincia.
 
Tra gli obiettivi dell'Ordine dei Medici, come dichiara anche Roberto Bonfili, responsabile Uos Emergenza in Oculistica presso l'Azienda ospedaliera Forlanini di Roma, neo consigliere dell'Ordine dei Medici ed Odontoiatri di Roma e vicesegretario di Uniti per Unire, "quello di sostenere lo scambio e la cooperazione sanitaria per curare i pazienti in loco, insegnando le tecniche chirurgiche ai medici locali, e conferendo così alla professione medica un carattere internazionale che includa anche la solidarietà e il volontariato".
 
"Ci auguriamo di sostenere, unendo le forze e le competenze, tante altre missioni mediche e chirurgiche come quella che e' in corso in questi giorni a Capo Verde. Speriamo, inoltre, che proprio dall'Ordine dei Medici di Roma, nello specifico dalla sua area Affari esteri e cooperazione internazionale, si possano formare i medici in loco nei Paesi in difficoltà, da una parte, e curare i pazienti dall'altra. In tal modo, riusciremo a migliorare i servizi sanitari locali, dando più cure e formazione, e a diminuire nello stesso tempo la problematica dell'immigrazione sanitaria e la fuga dei cervelli da questi Paesi verso l'Italia e l'Europa" conclude Aodi.

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