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Alzheimer, a Montegranaro l'unico centro diurno non riapre. La denuncia di Grusol

Il Centro diurno Alzheimer a Montegranaro (FM), chiuso nella prima fase della pandemia, non ha più riaperto. “Ma è un servizio essenziale e garantirlo è un dovere, non una concessione”

24 ottobre 2022

FERMO – Ha chiuso con la pandemia e non ha più ripaerto: eppure, è l'unico centro diurno per persone con demenze e Alzheimer in tutta la zona. La denuncia arriva dal Gruppo Solidarietà delle Marche e riguarda il Centro diurno Alzheimer di Montegranaro (FM), unico a livello di Area Vasta e di Distretto, gestito dall’ASUR Marche-AV4: chiuso dall’inizio della pandemia nel marzo 2020, da allora non ha più riaperto. In base alla Dgr 600 del 18 maggio 2020, a partire dal giugno tutti i servizi diurni avrebbero dovuto riaprire: ma il Centro continua ad essere chiuso da 31 mesi.

“E’ la dimostrazione non solo del disinteresse sostanziale (già di per sé gravissimo) rispetto alle esigenze delle persone affette da demenza e malattia di Alzheimer, ma anche del disconoscimento del fatto che il Centro diurno Demenze/Alzheimer sia un servizio di livello essenziale  (Art. 30, DPCM 12 gennaio 2017), che il Servizio sanitario è obbligato ad assicurare al  pari di tutti gli altri previsti nei Lea – commenta Grusol - La riattivazione del Centro non è atto discrezionale, legato al buon cuore o alla buona volontà del dirigente di turno, in questo caso del Direttore dell’AV4 Roberto Grinta. Direttore che intende riaprire 'nel momento in cui la pandemia avrà dato segnali di tranquillità, secondo quanto da lui affermato in occasione della seduta del Consiglio Comunale di Montegranaro del febbraio scorso”.

Domanda allora Grusol: “Come giustifica la direzione dell’Asur il fatto che un servizio di livello essenziale possa continuare a restare chiuso? E l’assessore alla Sanità della Regione Marche, Saltamartini, come mai non è intervenuto per far rispettare vincolanti norme nazionali e regionali? Il rispetto delle norme dovrebbe essere una prerogativa assoluta da parte delle Istituzioni. Derogarne, quando ciò ha effetti diretti sulla vita di soggetti particolarmente vulnerabili, è di una gravità inaudita. Chi vi concorre si assume enormi responsabilità, cui è chiamato a rispondere. Dobbiamo essere consapevoli che non va mendicato ciò di cui si ha diritto – conclude Grusol - Se chi deve assicurarlo se ne dimentica, è compito di ciascuno di noi (cittadini, soggetti sociali, Istituzioni) impegnarsi in ogni modo e con ogni mezzo, affinché il diritto venga garantito”.

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