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Caro energia e Rsa, “indispensabile un intervento a sostegno del settore socio-sanitario”

Lettera del Coordinamento inter-associativo del settore socio-sanitario a regioni e Parlamento. “Per l’aumento dei costi energetici predisposte misure di sostegno solo per alcuni enti, escludendo tutto il settore della residenzialità e semi-residenzialità. Rischio di pesanti ripercussioni sulla tenuta delle strutture e dei servizi e sulle rette applicate, con incrementi per le famiglie anche di 8/10 euro al giorno per ogni ospite”

20 ottobre 2022

ROMA – “Risulta indispensabile un intervento urgentissimo di sostegno a tutte le aziende e imprese del settore socio-sanitario sia pubbliche che private”. E’ quanto ribadisce Uneba, assieme ad altre 15 associazioni di categoria del settore (Acop, Agespi, Aiop, Anaste, Anffas, Ansdipp, Aris, Confapi, Unindustria, Legacoopsociali, Confcooperative Sanità, Confcooperative Federsolidarietà, Agci e Csd Diaconia Valdese), riuniti nel Coordinamento inter-associativo del settore socio-sanitario in una lettera inviata al Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, ai Presidenti delle regioni e delle province autonome e ai Gruppi parlamentari del nuovo Parlamento.

“Con D.L. n. 144/2022 – si legge nella lettera firmata anche dal presidente Uneba Franco Massi - a fronte degli aumenti energetici, sono state predisposte misure economiche a sostegno solo di alcuni enti, e limitatamente all’ambito della disabilità (art.8), escludendo così tutto il settore della residenzialità e semi residenzialità per anziani non autosufficienti e quindi i soggetti gestori di Rsa che operano in regime di accreditamento con il Sistema Sanitario Nazionale, e garantiscono l’erogazione di prestazioni previste dal LEA”.

“Ci ritroviamo ancora una volta a constatare una generale inconsapevolezza della gravità estrema della situazione del settore (…) della residenzialità a favore delle persone anziane in condizione di non autosufficienza non assistibili a domicilio, col rischio di pesantissime ripercussioni sia sulla tenuta delle strutture e dei servizi che queste rendono, sia sulle rette applicate, con incrementi che abbiamo stimato potrebbero colpire le famiglie per importi di 8/10 euro al giorno per ogni ospite, generando così pesanti ripercussioni anche a carico dei Comuni che si vedrebbero investiti di pressanti richieste di sostegno economico”.

“Risulta, dunque, indispensabile un intervento urgentissimo di sostegno a tutte le aziende e imprese del settore socio-sanitario, da noi rappresentate, sia pubbliche che private”, sottolinea il Coordinamento. Oltre al sostegno al settore per far fronte agli enormi rincari del costo dell’energia, il Coordinamento ribadisce “la richiesta già formulata di un tempestivo adeguamento tariffario proporzionato quantomeno all’indice Istat, tenuto conto che solo alcune Regioni vi hanno provveduto in maniera ridotta e comunque insufficiente, e che le rette attuali, ferme da oltre un decennio, non consentono nemmeno la copertura dei costi”.

“Vorremmo qui rappresentare e ricordare come le nostre realtà ricoprano un ruolo di fondamentale importanza, garantendo oggi, in un contesto pandemico come quello ancora in atto, assistenza socio-sanitaria a persone non autosufficienti, assicurando così a tante famiglie un sostegno e un supporto di assoluta professionalità – conclude il Coordinamento -. Chiediamo, pertanto, di agire a tutela e salvaguardia di tutto il settore, e con l’occasione ci rendiamo disponibili, come sempre, al più ampio e costruttivo confronto, in quanto quello dell’assistenza sanitaria e socio-sanitaria della popolazione anziana non può e non deve più essere un settore cui destinare risorse residuali ed in via occasionale”.

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