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Anziani non autosufficienti in strutture per autosufficienti, Grusol denuncia: “Illegittimo”

Il Gruppo Solidarietà delle Marche si rivolge alla Regione e all'Asur, ricordando che nelle strutture per autosufficienti non è presente personale sanitario e l'assistenza è di circa 20 minuti al giorno: “Un anziano non autosufficiente non potrà avere qui un'assistenza adeguata, a meno che non la paghi di tasca propria. Faremo segnalazione ai Nas”

19 ottobre 2022

ROMA – Gli anziani non autosufficienti non possono essere inseriti in strutture per autosufficienti, perché qui non ricevono l'assistenza di cui hanno bisogno: è quanto denuncia il Gruppo Solidarietà delle Marche, rivolgendosi alla Regione e all'Asur e annunciando che, in assenza di riscontro, “verrà fatta segnalazione ai Nas ai fini delle opportune verifiche”.

Poiché, a dispetto di quanto previsto, continuano gli ingressi in queste strutture di anziani non autosufficienti la cui presenza si può stimare in circa 65/70% sul totale dei posti presenti, Grusol ha indirizzato una lettera ai referenti istituzionali, ribadendo “l’illegittimità di tali comportamenti, che richiamano precise responsabilità in capo alle Unità valutative distrettuali. L’accesso, come è noto, di anziani non autosufficienti viene disposto dalle Unità Valutative. Successivamente alla valutazione, le persone vengono inserite (quando ci sono) nelle liste di attesa distrettuali. In nessun caso la persona non autosufficiente può essere inviata a strutture per autosufficienti – ricorda Grusol - la cui disciplina di accesso è diversa rispetto a quella per non autosufficienti. Visti gli effetti di tali comportamenti sulla qualità di vita delle persone, si diffida dal continuare tali illegittime prassi. Si segnala altresì, considerata l’assenza di qualsivoglia riscontro a tali problematiche, che verrà fatta segnalazione ai NAS ai fini delle opportune verifiche”.

Grusol conclude richiamando le gravi responsabilità istituzionali nell’adeguare il sistema di offerta alla domanda: “La mancata trasparenza nei percorsi e negli accessi a tutto danno delle persone più fragili e indifese è una evidente gravissima responsabilità istituzionale. L’opacità del sistema (a partire dalla omissione della corretta informazione) ha come obiettivo di non far conoscere alle persone quali sono i loro diritti. Se non li conosci non li puoi certo rivendicare. Tutelare, non nascondere o negare i diritti, dovrebbe, essere una prerogativa delle Istituzioni. Per farlo, in questo caso, occorre, come è noto, adeguare l’offerta alla domanda”.

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