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Veneto, i sindacati: il sistema delle Rsa non va, riorganizzatelo

Circa un mese fa la Regione Veneto ha approvato una delibera con cui ha aumentato le impegnative di residenzialità per le case di riposo prevedendo di arrivare in tre anni a 3.000 impegnative in più, così da coprire l'87% dei potenziali beneficiari

29 settembre 2022

VENEZIA - Circa un mese fa la Regione Veneto ha approvato una delibera con cui ha aumentato le impegnative di residenzialità per le case di riposo prevedendo di arrivare in tre anni a 3.000 impegnative in più, così da coprire l'87% dei potenziali beneficiari. Cgil, Cisl e Uil del Veneto non sono però contenti di come sono andate le cose -tanto più che sono stati esclusi dai gruppi di lavoro per la definizione dei nuovi standard assistenziali costituiti la settimana scorsa dalla direzione Servizi sociali, in cui trovano invece spazio le rappresentanze datoriali- e ora chiedono alla Regione di aprire un confronto per una riorganizzazione complessiva di tutto il sistema di residenzialità.

"Più di un anno fa, in piena pandemia, avevamo inviato unitariamente una proposta organica per la riorganizzazione di tutto il sistema di residenzialità e per una riforma delle Ipab, che in Veneto attendiamo da 20 anni. Proposta che però non vediamo recepita neanche in minima parte nella delibera regionale", spiegano Tiziana Basso, Gianfranco Refosco e Roberto Toigo, segretari di Cgil, Cisl e Uil del Veneto. L'87% del fabbisogno che la Regione prevede di coprire con l'aumento delle impegnative non è sufficiente, "è necessario arrivare alla copertura del 100% del fabbisogno". Inoltre, continuano i tre segretari, "manca un incremento dei posti letto riservati all'Alta Protezione Alzheimer, agli stati vegetativi permanenti, ai pazienti Sla".

Per quanto riguarda la quota sanitaria "è prevista una quota unica di 52 euro giornalieri, mentre prima erano due: 49 euro per la bassa intensità e 56 euro per la media intensità, con la conseguente parificazione degli standard assistenziali", proseguono Basso, Refosco e Toigo. "La richiesta dei sindacati è di articolare almeno tre livelli assistenziali (bassa-media-alta intensità) con la relativa copertura economica, per rispondere ai diversi livelli di gravità delle persone non autosufficienti ospiti delle case di riposo". Insomma, è necessario ridefinire gli standard assistenziali, organizzativi e strutturali e prevedere un incremento degli organici, concludono i sindacalisti.

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