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Nasce CoèSa, giovani volontari a fianco di coetanei con disagio mentale

L'associazione opererà a Roma, in via Ostiense, negli spazi della Fondazione Di Liegro. La presidente Zammuto: "E' allarme psicopatologie tra i più giovani nel post-Covid"

23 giugno 2022

ROMA - Nasce a Roma "CoèSa", Comunità è Salute - OdV, l'associazione di volontari, psicologi ed educatori che consentirà ai più giovani di lavorare sul territorio a sostegno di chi soffre di problemi di salute mentale. Coèsa opererà in via Ostiense, negli spazi della Fondazione Di Liegro che, con la nuova associazione di volontari, punta ad ampliare la rete sul territorio, trasmettendo anche ai più giovani la cultura della solidarietà, della partecipazione civica, mantenendo vivi la memoria e il pensiero di don Luigi. La Fondazione, dedicata al fondatore della Caritas Roma, è da sempre impegnata a supporto delle famiglie e delle persone costrette ad affrontare i problemi del disagio psichico.

L'attività di Coèsa si svolgerà attraverso sportelli di ascolto, laboratori artistici e di socializzazione dove i ragazzi potranno sostenere i loro coetanei, occasioni di incontro sul territorio per creare sistemi integrati di servizi nella comunità contrastando le condizioni di fragilità e di svantaggio. Obiettivo dell'Organizzazione di volontariato sarà dunque la costruzione e la promozione di una comunità solidale, attiva e coesa.

"L'Associazione CoèSa nasce dall'esigenza di porre la massima attenzione verso il disagio giovanile, vera emergenza nell'era post-Covid, e di promuovere un presidio sul territorio da parte dei più giovani per i coetanei in difficoltà. Uno studio del Garante dell'Infanzia evidenzia infatti come siano sempre più diffusi casi di giovani che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, ideazione suicidaria, autolesionismo, alterazioni del ritmo sonno-veglia, e non da ultimo, di ritiro sociale" spiega la presidente dell'Associazione CoèSa, Marta Zammuto. "Siamo consapevoli del rischio che i problemi della salute mentale di bambini e ragazzi possano diventare cronici e diffondersi su larga scala", conclude Zammuto.

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