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Covid, vaccino e disabilità: Fish Calabria scrive al commissario Longo

L'associazione chiede che sia riconosciuta anche in Calabria, la priorità alle persone con disabilità ricoverate o domiciliate, come è stato assicurato dal commissario Arcuri per tutta Italia

21 gennaio 2021

ROMA - Sia riconosciuta anche in Calabria, la priorità alle persone con disabilità nell'accesso al vaccino anti-covid, come è stato assicurato dal commissario Arcuri per tutta Italia: è quanto chiede Fish Calabria, in una lettera indirizzata, il 16 gennaio, al commissario ad acta della Regione Guido Longo, al vicepresidente Antonino Sprilì, al dirigente generale Francesco Bevere e a tutte le Asp della Calabria.
 
“La pandemia in corso ha drammaticamente colpito il nostro Paese ed il rischio di contagio e di decesso ha modificato la nostra vita  - scrive l'associazione - Le persone con disabilità dovrebbero essere vaccinate nella seconda tornata vaccinale di febbraio (contestualmente alle persone ultra ottantenni), tuttavia, manifestiamo la criticità esplicitata rispetto alla programmazione, ed anche alla mancata trasparenza e chiarezza della stessa”.
 
Chiede quindi, Fish Calabria, “la vaccinazione per tutte le persone con disabilità, in qualunque situazione di vita e di salute essi si trovino, sia che frequentino un servizio pubblico o privato (convenzionati o meno, accreditati o meno), sia che vivano a domicilio, includendo familiari conviventi, operatori e caregiver professionali o familiari”. E ricorda “che l’attuale letteratura scientifica ha esplicitato in diversi studi, compartecipati con l’Iss, su riviste di respiro nazionale ed internazionali, quanto le persone con disabilità siano più vulnerabili a contrarre il COVID-19 e abbiano bisogno di una assistenza specifica qualora si rendesse indispensabile un ricovero ospedaliero, con assoluta necessità della presenza del caregiver”. Il riferimento è al lavoro svolto da un gruppo di medici specialisti, “Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia da COVID-19”.
 
L'associazione chiede quindi di poter conoscere “il percorso per accedere alla vaccinazione e rispettare, pertanto, la priorità rispetto alla campagna vaccinale già iniziata come già avvenuto in altre regioni italiane”,

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