SuperAbile






In Sportelli e Associazioni

Notizie


Volontariato e Covid-19. Dall’emergenza un’opportunità di “cambiamento”

I dati della ricerca “La città si attiva. Il volontariato e la fase 1 del Covid-19” condotta dall’Università di Padova in collaborazione con il Csv di Padova sui volontari che hanno partecipato al progetto “Per Padova noi ci siamo”. In autunno una nuova ricerca

10 agosto 2020

PADOVA - Paura, ma anche una opportunità per un cambiamento. È stata percepita così l’emergenza sanitaria che ha costretto l’intero Paese al lockdown nei mesi scorsi dai volontari che hanno risposto alla chiamata lanciata da Padova Capitale europea del volontariato per far fronte alle necessità dei più bisognosi. A dirlo è una ricerca dell’Università degli studi di Padova in collaborazione con il Centro di servizio per il volontariato di Padova condotta tra i volontari che hanno aderito al progetto “Per Padova noi ci siamo” realizzato grazie alla sinergia tra Comune, Diocesi e Csv di Padova. 
 
La città si attiva. Il volontariato e la fase 1 del Covid-19" è il titolo del report della ricerca condotta condotta dal gruppo di ricercatrici e ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova, il cui responsabile scientifico è il prof. Massimo Santinello. L’indagine è stata realizzata “per approfondire le motivazioni dei molti volontari che hanno aderito all’appello del progetto e capire se l’esperienza li ha motivati a proseguire attività di volontariato anche in futuro, ad emergenza conclusa”, spiegano dal Csv. 
 
Il questionario è stato inviato per e-mail nel periodo 17 aprile - 4 maggio 2020 a tutti i volontari e le volontarie che hanno dato la disponibilità al progetto “Per Padova noi ci siamo”: hanno risposto 418 persone, 299 delle quali hanno completato il questionario, (71,5%). Considerando che al 24 aprile 2020 i volontari e le volontarie che stavano già svolgendo attività erano 613, il campione rappresenta circa la metà (48,8%) dei volontari attivi. Sono per la gran parte donne (66,6%), età media 40 anni, di nazionalità italiana per il 92,3%. Sono colti: 54,5% laureati, 7,7 hanno un master, 32,8 un diploma di maturità, il 5% la scuola dell’obbligo. La quasi totalità ha un lavoro: solo il 4,3% dichiara di essere disoccupato e l’1,7% di essere in cerca della prima occupazione. Pochi anche i pensionati (8,4%), ma va considerato il rischio di questa fascia di popolazione.
 
Ai partecipanti all’indagine, inoltre, è stato chiesto di indicare 4 parole che meglio esprimessero la loro motivazione e su tutte sono emerse: utile, solidarietà, aiuto, importante. Rispetto alla percezione dell’emergenza invece le parole sono state: paura, cambiamento, opportunità.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati