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Siblings, lo psicologo: essere “sani” può diventare il peso maggiore

A riflettere sulla condizione del supporto alle famiglie dei bambini medicalmente complessi è Federico Bianchi Di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva e direttore dell'Ido: diventano subito adulti

2 dicembre 2019

ROMA- Un milione di bambini in Italia è medicalmente complesso e ha patologie croniche che possono risultare invalidanti, con "conseguenze che possono durare per tutta la vita, anche per il nucleo familiare. Essere il fratello sano, infatti, può essere un peso addirittura maggiore". A riflettere sulla condizione del supporto alle famiglie dei bambini medicalmente complessi è Federico Bianchi Di Castelbianco, psicoterapeuta dell'età evolutiva e direttore dell'Istituto di Ortofonologia (IdO), al convegno 'Il bambino speciale’, organizzato dal Sindacato italiano degli specialisti pediatri (Sispe) a Roma.
 
L'attenzione, dunque, non deve essere puntata soltanto verso "l'assistenza specifica di questi bambini", per cui c’è "l'attività pediatrica, quella delle Asl e in generale dello Stato che li deve supportare". Anche i fratelli, "i cosiddetti siblings", meritano una particolare riflessione, "perché vivono una situazione sfortunata nel quotidiano. A loro- spiega il direttore IdO- viene delegata la responsabilità, diventano subito adulti agli occhi dei genitori. Non devono creare problemi, avere troppi desideri o fare capricci perché i genitori non riescono ad esaudirli. Basti pensare che molti raccontano di aver avuto un altro figlio proprio per far sì che nell'età adulta il fratello o la sorella si occupassero e preoccupassero del bambino medicalmente complesso. Questo è un enorme carico di responsabilità”.
 
I 'siblings', quindi, "non si vivono bene questa situazione. Non sono mai al centro dell'attenzione, spesso i genitori, nonostante facciano il loro meglio per farli sentire amati, non riescono ad esplicitare completamente il loro affetto". La necessità "è quella di essere consapevoli dell'esistenza di questi ragazzi che non possono chiedere o pretendere nulla". Alcuni, racconta lo psicoterapeuta, "ci hanno detto 'Ci dobbiamo accontentare delle briciole di bene’ e questo non è assolutamente corretto. La società deve cominciare a consapevolizzarsi e farsi carico di questo problema. Bisogna pensare come supportare la famiglia e questi fratelli- conclude- per dare loro una migliore qualità della vita".

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