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Travaglio e i “mongoloidi”, appello di Coordown: “Intervenga Ordine dei giornalisti”

Il coordinamento condanna l'intervento offensivo del giornalista durante la puntata di Otto e mezzo: “episodio molto grave, un passo indietro a livello culturale e un’offesa alla dignità delle persone con sindrome di Down”

22 settembre 2017

ROMA - “Un episodio molto grave, un passo indietro a livello culturale e un’offesa alla dignità delle persone con sindrome di Down, che tutti i giorni lottano per dimostrare di poter condurre una vita ordinaria e di potersi autorappresentare in tutti gli ambiti della società.. Intervenga l’Ordine dei Giornalisti”: così il Coordown condanna l'episodio accaduto mercoledì sera durante la trasmissione “Otto e mezzo”, quando il giornalista Marco Travaglio ha detto: “Andate pure avanti a trattarli come mongoloidi...", definendoli poi “dei dementi, dei fuori di testa, che non hanno il coraggio di ragionare”.
 
Ricorda Coordown che “abbiamo più volte espresso il nostro sdegno e la nostra rabbia nei confronti dell'uso della parola 'mongoloide"'come insulto e sottolineato quanto sia importante partire dalle parole per costruire una vera cultura inclusiva” e che “sono state fatte tante campagne in giro per il mondo e anche nel nostro paese si è lavorato molto perché si smetta di usare termini che si riferiscono a persone con disabilità come 'mongoloide' ma anche 'celebroleso', 'ritardato' o 'handicappato', termini che possono essere neutri se usati in un contesto adeguato ma che possono diventare violenti, offensivi e denigratori se usati come offesa”.
 
Per questo, oggi appare particolarmente grave che “questa espressione sia stata utilizzata da un giornalista e trasmessa in televisione, persone e luoghi che dovrebbero al contrario essere preposti a fare informazione con un linguaggio corretto e appropriato, persone e luoghi che dovrebbero fare cultura”. Coordown dunque “manifesta tutta la sua rabbia e chiede alla rete televisiva e all'Ordine dei Giornalisti di intervenire”.

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