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Lasciti solidali, due testimonianze dalla Lega del filo d'oro

Maria di Milano è la donatrice “record”: nel 2015 ha lasciato alla Lega del filo d'oro un patrimonio milionario, che ne fanno la più grande benefattrice dell'associazione. E sempre grazie a un lascito testamentario fu realizzata la foresteria di Osimo, che la donatrice chiese di intitolare al padre

24 gennaio 2017

ROMA – La Lega del filo d'oro vanta una tradizione di solidarietà testamentaria senza precedenti, che oggi continua con una nuova campagna: “Tutti i colori del buio”. Dal 1970 (anno del primo lascito.) ad oggi, l'associazione ha ricevuto 885 lasciti, con un valore medio di circa 140 mila euro. Il record assoluto lo detiene la signora “Maria di Milano”, che nel 2015 destinò alla Lega il più ingente lascito di sempre: un patrimonio milionario, per la realizzazione della nuova sede nazionale di Osimo. La foresteria di Osimo, invece, fu realizzata anche grazie al lascito di un'altra signora, che nel testamento dispose che una certa somma venisse devoluta alla Lega del filo d’oro. Oggi l'associazione, in occasione del lancio della nuova campagna, ricorda così le “persone eccezionali che con la loro generosità hanno lasciato un’importante traccia di sé a favore delle quasi 190 mila persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali in Italia”.

La signora Maria di Milano. E’ la storia della signora Maria di Milano che tanti anni fa conobbe la Lega del Filo d’Oro e ne divenne sostenitrice. Desiderò approfondire la conoscenza con una visita al Centro di Riabilitazione di Osimo e dopo questo incontro decise di devolvere una somma importante per intestare al marito, che era mancato qualche tempo prima, un ambiente del Centro.
Continuò a mantenere i contatti con l’Associazione e tornò a visitare con il fratello la sede di Osimo, ma soprattutto si mantenne sempre informata sulle varie iniziative della Lega del Filo d’Oro partecipando anche alla inaugurazione del Centro di Lesmo e a diverse iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi che si svolgevano nella sua città o nelle vicinanze. Nel 1996 decise poi di diventare socia della Lega del Filo d’Oro in modo da poter seguire da vicino la vita dell’Associazione e i vari progetti che venivano via via realizzati. Questa sua adesione convinta era dettata dal fatto che non avendo figli aveva maturato la decisione di fare testamento a favore della “Lega”, nominandola erede. Negli anni, si intensificò il rapporti di conoscenza e anche di amicizia con il nostro segretario generale, che di tanto in tanto le faceva visita di persona. In queste circostanze le portava qualche bottiglia di verdicchio, avendo saputo che era un vino che apprezzava da tempo, quando era ancora in vita il marito. E quando ringraziava del pensiero, diceva a Bartoli: “Dottore, lei mi vizia con questo vino e se continua a portarmelo, durerò più a lungo”. La risposta era sempre la stessa: “Signora non abbia fretta e si goda tutto quello che le viene concesso”. Quando la signora è mancata, nell’estate del 2015, fu pubblicato il testamento nel quale veniva confermata la qualifica di erede per la Lega del Filo d’Oro, lasciando un cospicuo patrimonio in larga misura costituito da liquido e titoli che fanno di lei la benefattrice più grande che l’Associazione abbia avuto finora. Quando andava a trovarla, ricorda Bartoli, la signora scherzando diceva: “Mi raccomando dottore, spenda bene i soldi che le lascerò, sono il risultato di una vita di sacrifici fatti da me e da mio marito. Ripongo in lei la massima fiducia”.

La nascita di Casa Corrao. Un giorno una signora fece testamento e dispose che una certa somma venisse devoluta alla Lega del Filo d’Oro, affinché l’Associazione ne potesse disporre per le proprie finalità istituzionali. La signora chiese che il proprio lascito venisse legato al ricordo del padre defunto. Oggi il nome di Angelo Corrao figura su una targa posta nella foresteria di Osimo, che proprio quel gesto speciale ha contribuito a costruire, la quale accoglie le famiglie degli ospiti e permette loro di stare accanto ai propri cari durante i periodi di trattamenti riabilitativi presso le strutture della Lega della Filo d’Oro. Grazie alla foresteria, le famiglie, ospitate in alloggi strutturati come piccoli appartamenti, possono restare accanto ai figli, spesso piccoli perché la presenza della famiglia è un elemento importante nel percorso riabilitativo della persona. Proprio per questo la foresteria, dove si trovano anche le aule dei laboratori per la riabilitazione, si rivela strategica anche ai fini delle attività rivolte agli utenti.

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