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Sport-terapia: al Niguarda presto un Centro di Medicina dello Sport

All'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano un progetto ambizioso e complesso: quello di creare, presso l'Unità Spinale Unipolare, un laboratorio di valutazione funzionale dei propri pazienti mielolesi che diventi nel tempo un vero e proprio centro di medicina dello sport. Per uno sport non solo in fase riabilitativa ma anche agonistica

15 marzo 2009

ROMA - La notizia è intrigante: di quelle che possono spalancare scenari futuri, addirittura sportivi, a quanti, mielolesi, traumatizzati spinali, si trovano a fare riabilitazione senza prospettive per il dopo. Al Niguarda, che già nel 2007 ha siglato un Protocollo d'Intesa con il Comitato Paralimpico, volto alla promozione della sport-terapia presso l'USU del Presidio Ospedaliero, nascerà un laboratorio di valutazione funzionale dei pazienti mielolesi che si trasformerà nel tempo in un centro di medicina dello sport. Il progetto parla di proporre ai pazienti corsi semestrali serali di avviamento a sport vari, che si ripeteranno con cadenza ciclica.

Già si praticava fitness in palestra, nuoto, arco, pallacanestro e tennistavolo, presso l'USU del Niguarda. Poi è stata introdotta "la scherma in carrozzina, che ha potenziato l'equilibrio di tronco dei pazienti - si evidenzia nella relazione sull'attività di sport-terapia 2007/2008 - il tiro a segno e la cerbottana, strategica per migliorare i volumi polmonari e la forza di espirazione anche dei pazienti con pochi movimenti residui". Tutto questo in fase di riabilitazione. Poi l'esperienza terminava, restava lettera morta al momento delle dimissioni dall'Ospedale.

Il progetto che ha preso vita nei giorni scorsi, invece, si propone di istituire dei corsi serali di proseguimento, dopo le dimissioni dall'USU, degli sport già sperimentati in fisioterapia, e magari agevolare il tesseramento dei pazienti con le società sportive CIP della Lombardia. Ci saranno momenti di formazione e informazione su attività come la subacquea, il calciobalilla, il golf, il tennis, lo sci alpino. "Si pensa di attivare un vero e proprio laboratorio di valutazione funzionale - si evince da uno stralcio del progetto - per sondare le capacità cardiorespiratorie, circolatorie e muscolari" in sintesi le possibilità performative, sportive dei soggetti coinvolti. "un laboratorio che nel tempo vorremmo si trasformasse in un centro di medicina dello sport di riferimento per i pazienti con lesione del midollo spinale del Nord Italia".

E ancora: "Si tratta di un lavoro multidisciplinare, che prevede il concorso di professionalità varie: il docente di scienze motorie, il fisiatra ed il fisioterapista, l'allenatore della società sportiva". Così, pensano al Niguarda, "si potranno riconsegnare al massimo livello di autonomia ragazzi e adulti para e tetraplegici in cura nella struttura, permettergli di misurarsi con i propri ‘limiti' e con il proprio potenziale residuo". Molti scopriranno di avere delle carte vincenti da giocare ancora, una nuova vita di inclusione nel segno dello sport. (a cura del Cip)

(16 marzo 2009)

di d.marsicano

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