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Consapevolezza, concentrazione, autostima. Tecniche di scherma

Imparare le tecniche di concentrazione, autostima, dominio di sé e dell'avversario: si può, grazie ad incontri di gruppo di counseling/coaching. Un lavoro dedicato all'indagine interiore dello schermidore in carrozzina, che nasce da un approccio relazionale, emotivo ed empatico con lo stesso. Il Maestro d'armi Pontillo ne sottolinea l'utilità

13 aprile 2009

ROMA - Capire, e imparare, le tecniche giuste di rilassamento e concentrazione prima di affrontare una competizione: è stato questo l'obiettivo dell'incontro di counseling/coaching dedicato agli atleti di scherma in carrozzina della società torinese Sport di Più e che si è svolto pochi giorni fa a Villa Glicini, presso il Club Scherma Torino. Si tratta del primo e inedito tentativo, rivolto alla scherma in carrozzina, di affrontare gli aspetti emotivi e psicologici legati alla performance sportiva, un ambito di ricerca che finora aveva avuto solo carattere sperimentale e individuale.

Il lavoro, che ha cercato il massimo coinvolgimento degli 8 schermidori presenti e del maestro d'armi Andrea Pontillo, ha focalizzato tre argomenti. Primo: consapevolezza di sé e del proprio ‘funzionamento' come persona e atleta: punti forti, fragilità e risorse. Secondo: consapevolezza dell'avversario: altro da sé, icona dei nostri limiti? Terzo, il ferro: il nostro rapporto, sia fisico che mentale, con l'arma, renderlo vivo e trasmettergli la nostra energia. Strumento di relazione e competizione?

L'approccio è stato quasi totalmente esperienziale, con una minima base teorica, basato su tecniche di rilassamento e di visualizzazione, con simulazioni di coppia e condivisioni in gruppo di vissuti ed emozioni. Così il Maestro Pontillo ha commentato l'iniziativa: "Sono certo del fatto che l'incontro sia stato più che utile, per gli atleti: il mondo della scherma in carrozzina si sta evolvendo molto in fretta, raggiungendo standard di gestione e competitività della Scherma in piedi". E ancora: "la preparazione mentale, la conoscenza di se stessi, l'estensione dei limiti personali quali l'autostima, e la gestione della tensione in gara, sono elementi concettuali che sicuramente aumentano il bagaglio culturale di un atleta. Per questo auspico che occasioni come questa si ripetano". (a cura del Cip)

(15 aprile 2009)

di d.marsicano

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