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Pechino 2008, il medagliere delle Paralimpiadi. Dominio Cina, Gran Bretagna meglio degli Usa

Oltre duecento medaglie per i padroni di casa, che doppiano inglesi e statunitensi. Rivelazione Ucraina al quarto posto, bene Australia e Sudafrica. Spagna, Germania e Francia davanti agli azzurri, che chiudono in ventottesima posizione con quattro ori, sette argenti e sette bronzi

16 settembre 2008

ROMA - Oltre il muro delle duecento medaglie, con ben 89 successi e una marea di piazzamenti sul podio: è stato un dominio netto in quasi tutte le discipline e le specialità quello della Cina, che trionfa in testa al medagliere finale delle Paralimpiadi di Pechino 2008. Dietro di loro, quasi appaiate, Gran Bretagna e Stati Uniti, con l'Ucraina a conquistare un"eccellente quarta piazza. Dolori per l'Italia, che con 18 medaglie complessive non va oltre la ventottesima posizione, sopravanzata nettamente da numerose altre nazioni europee. Davanti a tutti dunque la Cina: per gli atleti di casa 211 medaglie conquistate, con 89 ori, 70 argenti, 52 bronzi e una conferma assoluta del grande impegno profuso dall'intero movimento sportivo cinese nell'avvicinamento a questi Giochi. Anche quattro anni fa ad Atene la Cina aveva prevalso davanti a tutti, ma ora il vantaggio nei confronti di Gran Bretagna e Stati Uniti (sostanzialmente stabili nei loro risultati) si è trasformato in un vero e proprio divario: in Grecia le medaglie cinesi erano state 141 con 63 ori, ora sono ben 211 con 89 primi posti.

Alle spalle dei cinesi, conferma la seconda piazza assoluta la Gran Bretagna, che si migliora rispetto alle 94 medaglie con 35 ori di Atene e supera la soglia delle cento medaglie, totalizzandone 102 con 42 ori, 29 argenti e 31 bronzi. Britannici che ancora una volta nello sport paralimpico si posizionano davanti ai cugini statunitensi, capaci solo di sfiorare quota cento (99 medaglie) con 36 ori, 35 argenti e 28 bronzi. Alle spalle delle grandi squadre, fantastico e sorprendente quarto posto dell'Ucraina (già sesta ad Atene) che con 74 medaglie complessive e 24 ori, 18 argenti e 32 bronzi sopravanza l'Australia ferma a 23 medaglie d'oro, 29 d'argento e 27 di bronzo (totale 79). Grande Paralimpiade anche per il Sudafrica, che trascinata dai personaggi Oscar Pistorius e Natalie Du Toit, conquista un sesto posto assoluto con "appena" 30 medaglie complessive, delle quali però ben 21 d'oro, con tre argenti e sei bronzi a far da contorno. Terzo nel medagliere di Atene 2004, precipita al settimo posto il Canada (19 ori, 10 argenti, 21 bronzi, totale 50) , che precede la Russia (63 medaglie totali, 18 ori, 23 argenti, 22 bronzi) e il Brasile (16 ori, 14 argenti, 17 bronzi, totale 47 medaglie). Nelle prime dieci riesce ad entrare anche la Spagna, con 58 medaglie complessive (15 d'oro, 21 d'argento, 22 di bronzo): per gli spagnoli, settimi ad Atene, si tratta però di una flessione, la stessa che subiscono anche Germania e Francia, rispettivamente ottava e nona nell'edizione di quattro anni fa. A Pechino i tedeschi hanno chiuso all'undicesimo posto con 14 ori, 25 argenti e 20 bronzi (59 medaglie totali), appena davanti ai transalpini, inchiodati a 52 medaglie complessive, con 12 ori, 21 argenti e 19 bronzi.

Se ad Atene 2004, insomma, Spagna, Germania e Francia avevano conquistato fra 71 e 78 medaglie totali, a Pechino non hanno raggiunto neppure la soglia delle sessanta, soffrendo dunque anche nei numeri la voglia di vincere delle nazioni che in questi quattro anni più hanno investito nello sport paralimpico. E se è vero che questa contrazione non interessa l'Italia, capace sostanzialmente, con 4 ori, 7 argenti e 7 bronzi, di confermare il bottino di Atene (dal quale manca solamente un argento: 18 medaglie complessive a Pechino, erano state 19 in Grecia), è però altrettanto vero che - nel confronto con gli altri paesi europei - quelli italiani sono risultati modesti, segno evidente che il movimento paralimpico nel nostro paese ha ancora importanti margini di crescita. La priorità per il futuro resta allora quella di investire nello sport per disabili, nelle strutture, negli impianti sportivi e nei ritrovati tecnologici (protesi e ausili) che accompagnano il cammino di questi atleti. L'Italia, ventottesima assoluta nel medagliere, oltre alle già citate dodici nazioni (Cina, Gran Bretagna, Stati Uniti, Ucraina, Australia, Sudafrica, Canada, Russia, Brasile, Spagna, Germania, Francia) si vede sopravanzare anche da Corea, Messico, Tunisia, Repubblica Ceca, Giappone, Polonia, Olanda, Grecia, Bielorussia, Iran, Cuba, Nuova Zelanda, Svezia, Hong Kong (che gareggiava in autonomia dalla Cina) e Kenya. Dietro l'Italia, chiudono le prime trenta posizioni Egitto e Nigeria. Sono state 76 le nazioni a conquistare almeno una medaglia, 52 a vincere almeno una medaglia d'oro. (Stefano Caredda)

(18 settembre 2008)

di e.proietti

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