SuperAbile







Enzo Masiello: una scommessa vinta, dal sabato sera ai podi mondiali

E' stato uno dei superstiti alle primissime stragi del sabato sera, poi uno degli atleti di punta delle nazionali di atletica leggera, prima, e di sci nordico, poi. Podi, titoli e una "valanga" di soddisfazioni. Nelle sue parole il ringraziamento per la clemenza della Direzione del Don Gnocchi, dove lavora, che per vent'anni gli ha concesso part-time e permessi per gareggiare

1 marzo 2009

ROMA - La storia di Enzo Masiello, nato per caso a Matera ma milanese d'adozione e fino al midollo, comincia a 18 anni, nel 1987. Quando diventa, per le cronache, uno dei superstiti delle prime stragi del sabato sera. Comincia al CTO di Milano, dove si risveglia paraplegico, lui che è alto 1 metro e 85, un ragazzone nel pieno degli anni più belli, con la faccia sveglia e l'aria scanzonata.

Come hai cominciato a fare sport, Enzo?
"Al Cto facevo riabilitazione e ho conosciuto Francesco Mondini, grande sportivo in carrozzina, uno dei massimi esponenti dell'atletica leggera paralimpica. Mondini era lì per fare propaganda al suo sport come terapia, e raccogliere proseliti. Si vantava tutto il tempo dei suoi successi, ed io, sentendolo, mi ero fatto una promessa: provare, con l'atletica leggera, a uscire dal vicolo cieco in cui ero finito. E magari a fare molta più strada di lui"

Però nel frattempo finisci gli studi superiori, ti prendi la patente di guida, frequenti un corso di informatica per trovare un lavoro come un altro
"E lo trovo, al Centro di Formazione e Orientamento del Don Gnocchi. Come informatico, appunto. La mente però torna là, a quella promessa-sfida con me stesso di fare atletica in carrozzina"

La pista è a un passo da casa, ti presenti. Ti piace, sei bravo?
"Sembra di sì: pochi giorni e sono già iscritto alla mia prima 7Km, a Rho. Presto mi affermo tra i migliori atleti a livello nazionale. Vado anche a Barcellona 1992"

Fino al 2003 ti dai anima e corpo alle carrozzine da corsa sulle piste rosse. Come comincia l'avventura con lo sci nordico?
"Per hobby, parallelamente all'atletica, che pratico fino ai Giochi di Sydney 2000. Poi il monosci  mi piace moltissimo, sono bravo. scendo su e giù che è una meraviglia, comincio a vincere i campionati italiani. I miei compagni si fermano e io continuo ad andare su e giù come una saetta"

A Torino 2006 fai un figurone: arrivi quarto e sesto, a un passo dal podio. Poi, sul podio, ci sali per 5 volte, in Coppa del Mondo. Agli ultimi Mondiali di Finlandia che voto ti dai? E la prossima sfida?
"Vancouver, naturalmente, dove punto al riscatto dopo gli ultimi Mondiali in cui non è andata come volevo. Ho preso solo un bronzo, non ero in ottima forma. Quindi per i prossimi Giochi Invernali di Vancouver punto a quel podio mancato a Torino. E' un riscatto"

E dopo, quando ti ritirerai dalle competizioni, come ti vedi?
"Ancora qui al Don Gnocchi: ci lavoro da 20 anni, a loro devo gran parte dei successi che ho avuto. Mi hanno sempre appoggiato e favorito, dandomi il part-time, i permessi per le gare. Pensa che l'anno scorso il permesso per fare le gare di Coppa del Mondo era addirittura retribuito. Lo considero un grande riconoscimento. Sono loro molto grato"

Bhè, per loro sei anche una bandiera. Uno che dopo la riabilitazione ce l'ha fatta, ha giocato un'altra partita
"Sì. Ora però voglio che lo scrivi: loro hanno dato tanto a me, se posso dare loro un po' di pubblicità da queste righe....Ci tengo"

Per 20 anni di permessi e indulgenza mi sembra pochino...
"Va bene, quando smetto gli garantisco che farò il full-time, non chiederò più niente. Sarò un impiegato modello. Però fammeli ringraziare ancora una volta". (a cura del Cip)

(3 marzo 2009)

di d.marsicano

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati