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Non solo sport: al via a Milano il Festival della Cultura Paralimpica

Fino al 14 ottobre la terza edizione dell’iniziativa promossa dal Comitato Italiano Paralimpico. Pancalli: “Prosegue il nostro viaggio nel Paese per promuovere una cultura dell'inclusione e dell'integrazione". Bettoni: “Inail da sempre al fianco del movimento paralimpico”

11 ottobre 2022

ROMA – Pronti, si parte. La terza edizione del Festival della Cultura Paralimpica è stata inaugurata questa mattina a Milano, al 47° piano della Torre Allianz con tanti rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo. Dal 12 al 14 ottobre, poi, alla Fabbrica del Vapore di Milano, la tre giorni di incontri, interviste, presentazioni e confronti, con la presenza anche di un corner del nostro servizio SuperAbile Inail, disponibile per consulenze e per promuovere la nostra rivista mensile.  
 
Ad introdurre la giornata di presentazione è stato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli che ha spiegato il significato e gli obiettivi di questa iniziativa: “Nel 2018 abbiamo iniziato un lungo viaggio attraverso il quale, già allora, volevamo sottolineare che il nostro non è solo un movimento che regala soddisfazioni sportive ma che vuole anche contagiare un Paese, nella convinzione che un Paese non cresce solo quando aumenta il PIL ma anche quando cresce la cultura. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito il nostro movimento avanguardia sociale e noi, con questa terza edizione del Festival della Cultura Paralimpica, vogliamo continuare nella direzione intrapresa, convinti che lo sport è uno strumento straordinario per promuovere l’inclusione e l’integrazione”.  
 
Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha affermato che “promuovere la cultura paralimpica rappresenta una grande ricchezza per tutti ed è bellissima l’idea di un Festival che sia in grado di contagiare la società. Gli atleti paralimpici, infatti, con il loro esempio, possono ispirare tanti giovani e dare loro tante significative esperienze per le loro vite, perché tutti noi, non solo i giovani, dobbiamo imparare da loro come si affrontano le difficoltà. A proposito del concetto di inclusività, lo sport diventa un’azione realmente inclusiva quando elimina qualsiasi differenza o meglio, non la evidenzia artificiosamente”.  
 
Il Presidente dell’Inail, Franco Bettoni, ha ricordato il rapporto stretto dell’Istituto con il movimento paralimpico: “Siamo al fianco del mondo paralimpico sin dagli anni ’50 grazie al lavoro svolto dal Professor Maglio e dietro alle prime Paralimpiadi della storia, quelle di Roma ’60, ci fu proprio l’Inail”. Un impegno che prosegue anche oggi e su più campi: “Noi ci occupiamo di tante cose, tra queste un aspetto fondamentale riguarda l’attenzione verso la cultura della sicurezza che va interiorizzata e inculcata partendo dalla scuola. Per noi proprio il settore della scuola occupa un ambito fondamentale”.  
 
L’Assessora allo Sport del Comune di Milano Martina Riva ha spiegato che “Milano ha fatto un grande investimento sullo sport inteso come mezzo per creare politiche giovanili. Il Festival porterà Milano ad affrontare temi ancora non del tutto sviluppati, perché il riconoscimento dell’attività paralimpica deve essere un esempio. I Giochi di Milano Cortina 2026 non risolveranno tutti i problemi in tema di disabilità ma lo sforzo della città di Milano è quello di diventare sempre più inclusiva. Si parla di inclusione per il 2026 ma è un obiettivo che dovremmo perseguire tutti i giorni”. 
 
In rappresentanza proprio di Milano Cortina 2026 ha parlato Veronica Vecchi, Presidente Infrastrutture Milano Cortina 2026: “Il tema delle barriere architettoniche e dell'accessibilità deve essere non solo fondamentale ma anche un elemento igienico. Chiaro che le infrastrutture devono essere accessibili ma questo non basta, perché se analizziamo i dati effettivi relativi all'inclusione sociale dopo una grande Paralimpiade come quella di Londra vediamo che non bastano le infrastrutture. Un mega evento deve portare a una integrazione di progettualità che il nostro Paese è in grado di generare".  
 
Gli ha fatto eco Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento: “Un evento come questo rappresenta un valore aggiunto per il nostro territorio. Vogliamo mettere al servizio degli atleti disabili le nostre strutture migliori. Con il Presidente Luca Pancalli stiamo lavorando per creare un centro sportivo legato alla disabilità, per chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo paralimpico ma anche per chi già pratica”. 
 
“Manifestazioni come il Festival della Cultura Paralimpica – ha affermato il Presidente del CONI Giovanni Malagò - servono a fare cultura con lo sport. In Italia ci sono più di tre milioni di persone disabili ma se si guardano i dati dei tesserati CIP siamo ancora indietro. Questo perché, oltre a un tema di infrastrutture, c’è un tema legato alla cultura. I nostri ‘cugini’ paralimpici sono partiti dopo e troppo hanno fatto in questi anni ma, appunto, la questione rimane una questione di cultura”. 
 
“Il Cip - ha dichiarato Vito Cozzoli, Presidente di Sport e Salute - sta lavorando per affermare una cultura paralimpica e i risultati finalmente si stanno vedendo. Lo sport rende tutti uguali, è di tutti e per tutti, ed è questo ciò che unisce Sport e Salute e CIP. Lo scorso anno 1,7 milioni di bambini della scuola primaria hanno e il 60% della popolazione scolastica hanno praticato sport e questo grazie a una serie di progetti sociali promossi da Sport e Salute e realizzati insieme al Comitato Italiano Paralimpico. Abbiamo promosso numerosi progetti di inclusione, insieme alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche che rappresentano l’ossatura sociale e civile del nostro Paese”. 
 
Non è potuto essere presente a Milano Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, che ha voluto comunque mandare un messaggio ai presenti: “Il Festival della Cultura Paralimpica – ha scritto - promuove lo sport come veicolo di inclusione sociale. Il messaggio dello sport paralimpico riguarda tutti noi perché lo sport è per tutti e insegna a superare ostacoli che sembrano insormontabili. Non c’è cultura senza inclusione e non c’è vittoria nello sport senza rispetto. Il mondo paralimpico ci insegna che è possibile migliorare le nostre condizioni di vita, che è possibile raggiungere traguardi apparentemente impossibili”.   

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