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Lo psicologo dello sport: 33 (e più) esperienze di successo, per la salute e l'inclusione

Sempre più diffuso, ma ancora poco conosciuto, lo psicologo dello sport è una figura fondamentale per rendere l'attività sportiva salutare, sicura e soprattutto inclusiva: nell'ebook dell'Ordine degli psicologi del Lazio, la storia, le caratteristiche e gli obiettivi di questo professionista. Con un'attenzione particolare allo sport integrato

9 giugno 2022

ROMA – Una figura poco conosciuta e poco visibile, ma fondamentale per la salute e il benessere psicofisico: è lo psicologo dello sport, o anche “mental coach”, sempre più presente in occasione di manifestazioni sportive nazionali e internazionali. Di cosa si occupa? Come interviene? Con quali risultati? Per chiarire meglio i contorni, i compiti e il lavoro di questa figura professionale, il gruppo di lavoro in Psicologia dello sport e dell'esercizio fisico dell’Ordine degli Psicologi del Lazio pubblica un ebook, “La Psicologia dello Sport. Dalla teoria alla pratica”, che offre una risposta a queste domande e una carrellata delle esperienze più significative e di maggiore successo nell’ambito delle federazioni sportive italiane.

Il volume si apre con la prefazione di Fabio Lucidi, preside della facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza, ed è strutturato in due parti. Nella prima, introduttiva, Maurizio Bertollo - vicepresidente della Federazione Europea di psicologia dello sport e dell’esercizio - descrive la nascita e l’evoluzione della psicologia dello sport, dell’esercizio fisico e della prestazione fino ai nostri giorni. A seguire, i contributi di due professionisti - Antonio Daino e Sara Landi - riportano l’esperienza di due federazioni all’avanguardia nella valorizzazione degli aspetti psicologici nei rispettivi settori giovanili: la Federazione Italiana Tennis e la Federazione Italiana Giuoco Calcio.

La seconda parte dell’e-book, invece, ospita il contributo più saliente e innovativo dell’opera, rappresentato dalla raccolta di 33 progetti originali, realizzati in diversi contesti del mondo sportivo, suddivisi in cinque sottosezioni: sport individuali; sport di squadra; fitness e wellness; sport e inclusione sociale; strumenti o protocolli di intervento specifici. I contributi spaziano tra le diverse discipline, a disegnare un ricchissimo panorama di suggestioni e tematiche: dall’allenamento mentale in Serie A alla gestione dell'energia e del controllo del corpo nella danza professionistica, dalla costruzione dell'alta prestazione nel nuoto al ruolo della mindfulness nella preparazione mentale della scherma, dai progetti di calcio integrato per bambini con disabilità intellettiva alle strategie adottate per fronteggiare l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla mente degli atleti.

Spiega Luana Morgilli, coordinatrice del Gruppo di Lavoro in Psicologia dello Sport e dell’Esercizio Fisico dell’Ordine degli Psicologi del Lazio: “Mentre in altri Paesi quasi tutte le Società e Federazioni sportive si avvalgono di uno psicologo sportivo, culturalmente riconosciuto come valida risorsa integrativa, nel nostro, che ha il vanto di aver organizzato ed ospitato il primo Congresso Mondiale di Psicologia dello Sport, questo stesso servizio è ancora poco conosciuto, riconosciuto e, quindi, richiesto. Crediamo che quest’opera corale possa accompagnare il lettore in un interessante viaggio dentro la psicologia dello sport e del movimento, utile a mostrare la vastità dei suoi ambiti di applicazione e l’incredibile patrimonio di esperienze che ha da raccontare”.

Un intero capitolo del volume è dedicato al tema “Inclusione sociale e disabilità”: qui viene innanzitutto spiegata e chiarita la classificazione sportiva per le disabilità: “All'interno del movimento paralimpico – scrive Ivana Spatola - è la classificazione il veicolo destinato a promuovere la partecipazione degli atleti disabili sia essi fisici che intellettivi, così da consentire lo svolgimento di una competizione sportiva in maniera equa, raggruppando in 'classi' atleti aventi le medesime potenzialità. Inizialmente la classificazione si basava sulla valutazione medica, ponendo poca enfasi sulla valutazione dell'impatto sullo sport. Negli anni '80 e '90 molti atleti e classificatori hanno riconosciuto questa mancanza e si è passati ad un sistema di classificazione funzionale incentrato maggiormente sulla prestazione sportiva. Ad oggi esistono dieci tipi di impedimento eleggibili per lo sport paralimpico, suddivisi in tre grandi gruppi: disabilità motorie, disabilità visive e disabilità intellettiva”.

Silvia Bartocci si sofferma poi su un'esperienza di inclusione attraverso lo sport, il Joy Summer Camp, ideato e sostenuto dalla Onlus Sport Senza Frontiere che si occupa di far praticare sport a bambini che vivono un disagio sociale ed economico. “Nello specifico, il Joy Summer Camp è, a tutti gli effetti, un centro estivo o meglio un camp polisportivo residenziale che si è svolto al Terminillo nell’estate del 2017 per dare sostegno alle famiglie che avevano vissuto il terremoto del Centro Italia del 2016/17. Il grande successo della prima edizione ha trasformato il Joy in un progetto estivo permanente a vocazione sociale. Un laboratorio socio – educativo che utilizza lo sport come strumento di coesione, inclusione ed educazione, accogliendo gratuitamente i bambini che vengono da situazioni emergenziali, sia temporanee che permanenti”.

Un'altra esperienza positiva viene raccontata da Alberto Cei e Daniela Sepio: “Calcio Insieme”, esperienza nata nel 2015 dalla collaborazione tra l’accademia calcio integrato, la fondazione Roma Cares e l’AS Roma per “l’insegnamento del calcio a bambini con disabilità intellettiva, in prevalenza con disturbo dello spettro autistico, ma anche sindrome di Asperger, disprassici e sindrome di Sotos. Il progetto, nato in via sperimentale, accoglie inizialmente un gruppo di 30 bambini, che aumenteranno nel corso degli anni fino a raggiungere gli 80 della stagione sportiva 2021/22.

L'esperienza del progetto “Insuperabili”, rivolto ad atleti e atlete dai 5 anni in su, con disabilità legata all’area cognitiva, relazione, emotiva e/o motoria, viene raccontata da Marco Salvatore Mancini, mentre Luca Palazzoli si sofferma su un corso di atletica per ragazzi con sindrome dello spettro autistico con bisogno di supporto non intensivo e Myriam Santilli racconta lo sport della vela come promotore dell'inclusione sociale, attraverso il progetto pilota della Lega Navale Italiana, sezione di Santa Marinella. .
L’e-book integrale è scaricabile gratuitamente sul sito dell’Ordine degli psicologi del Lazio

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