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Danza sportiva paralimpica: Giovannella Porzio nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

La nomina da parte del Presidente Sergio Mattarella. “E’ stato commovente, sono quasi svenuta quando ho appreso la notizia. Sogno di aprire una scuola che sia inclusiva al 150%”

7 gennaio 2021

ROMA - Non capita certo a tutti di essere nominati Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Se poi si rappresenta un mondo sportivo che ha tanto da dire ma, allo stesso tempo, ha assoluto bisogno di farsi conoscere all’esterno la soddisfazione è ancora maggiore. “Per il suo contributo nell’abbattimento delle barriere fisiche e mentali e nella diffusione di pratiche di inclusione”: questa la motivazione che ha accompagnato l’onorificenza assegnata a Giovannella Porzio, ventiquattrenne torinese, vice campionessa italiana ed europea di danza sportiva in carrozzina. La Porzio è una delle trentasei persone nominate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Mattarella il 29 dicembre scorso: “Ho scritto al Presidente per esporgli tutte le mie iniziative, il mio impegno nell’inclusione sociale e nella cooperazione internazionale sia nella danza che nella ricerca scientifica: probabilmente al Presidente sono rimasta nel cuore”.
“E’ stato commovente, sono quasi svenuta quando ho appreso la notizia – confessa - all’inizio pensavo fosse uno scherzo”.
La Porzio è affetta da una rara sindrome chiamata Charcot-Marie-Tooth, malattia genetica che colpisce il sistema nervoso periferico, ed è in carrozzina dall’età di dieci anni. Iscritta al corso di Laurea in Lingue per il Turismo – è prossima a conseguire il titolo - è da sempre innamorata della danza.
“Quello di ballare è un desiderio che coltivo sin da piccola – racconta – in realtà pensavo di non poterlo fare in carrozzina ma l’associazione Ballo Anch’io di Torino mi ha permesso di esprimermi e di iniziare a ballare”.
All’interno dell’associazione, Giovanella fa parte del gruppo Performer, composto da ballerini in piedi e in carrozzina, che si esibisce in manifestazioni e teatri di tutta Italia.
Sogno nel cassetto, quello di aprire una scuola di danza: “Una scuola che sia al 150% inclusiva – assicura – aperta sia a ballerini in piedi che a ballerini in carrozzina, in uno scambio di realtà, in uno scambio di visioni della vita, in uno scambio di energie, per dare una prospettiva diversa alle persone che non conoscono la danza in carrozzina”.
“Quando non si conosce qualcosa, infatti, si ha paura, e io voglio combattere questa cosa, voglio migliorare la vita di ragazze e ragazzi che, come me, nutrono grandi sogni”.
“Il ballo è pura emozione, pura libertà, chi mi vede ballare dice che sembro una farfalla”. Oltre a quello di aprire una scuola di ballo inclusiva, Giovanella coltiva un altro sogno: “Sicuramente mi piacerebbe ballare un giorno con Roberto Bolle”. (a cura del Cip)

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