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Arrampicata paralimpica: in archivio il raduno di Arco, in Trentino

Un test importante per testare le nuove leve in vista dei Mondiali di Mosca del prossimo anno. Il responsabile tecnico Simone Salvagnin: “Il raduno è stato fondamentale per farsi trovare pronti in vista degli importanti appuntamenti che ci attendono in questa stagione”. L’azzurro Alessio Cornamusini: “Gran bel raduno, giunto a coronamento di tutti gli sforzi fatti”

15 ottobre 2020

ROMA - Un importante momento di confronto per testare atleti già da tempo collaudati ma anche le nuove leve: sabato 10 ottobre, presso il Centro tecnico Federale di Arco, in provincia di Trento, si è svolto il raduno open della Nazionale Italiana di paraclimbing. Il collegiale ha rappresentato il punto di inizio di una stagione che avrà il suo culmine, nel 2021, con i Mondiali di settembre a Mosca.

Soddisfazione nelle parole del Responsabile del settore paralimpico Simone Salvagnin, che ad Arco si è avvalso della collaborazione del DS Daniele Crespi, del DT Marco Ronchi e del Tracciatore Internazionale Loris Manzana: “Nonostante il difficile momento dovuto al COVID-19, gli atleti sono arrivati preparati e molto carichi in previsione degli appuntamenti agonistici futuri, portando grande entusiasmo e nuove energie. Il raduno è stato fondamentale per farsi trovare pronti in vista degli importanti appuntamenti che ci attendono in questa stagione agonistica – ha spiegato Salvagnin – ora torneremo a lavoro perché c’è tanto da fare, sia a come Nazionale che come movimento di paraclimbing”.

“Il livello internazionale di questa disciplina si sta alzando sempre di più – ha osservato il Responsabile Tecnico – ma la nostra Nazionale si sta dimostrando al passo coi tempi, tanto da essere, da sempre, uno dei riferimenti più importanti in ambito mondiale. I presupposti per fare bene ci sono – ha ammesso Salvagnin – grazie alla Federazione che ha schierato le energie necessarie”.

Alessio Cornamusini è stato uno dei protagonisti del collegiale: “Gran bel raduno – ha esordito – giunto a coronamento di tutti gli sforzi fatti. Sforzi che, per me, non rappresentano un problema perché sono trentadue anni che, indipendentemente da tutto e da tutti, ho fatto della ricerca del miglioramento una delle mie ragioni di vita. Per i più giovani, però, capisco che non sia stato per nulla facile trovare le motivazioni e le energie per non mollare. Voglio rivolgere un grazie alla Federazione, che crede sempre di più in noi – ha proseguito – al nuovo Responsabile Tecnico Simone Salvagnin, che ha fatto capire chiaramente che ha voglia di fare bene per tutti noi. Grazie al Tracciatore Loris Manzana, che come al solito non si è smentito, tracciando delle vie spettacolari, che ci hanno messo di fronte a problemi simili a quelli che incontriamo in Coppa del Mondo. Grazie al DT Marco Ronchi, che con la sua esperienza e qualifica ci ha stimolato a fare sempre meglio, perché giustamente questa divisa azzurra non viene regalata. Grazie, quindi, al nuovo DS Daniele Crespi, che ha una gran voglia di imparare a conoscerci”. (a cura del Cip)

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