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Triathlon, calcio amputati, atletica: tante le sfide portate a termine da Gianni Sasso nella sua straordinaria carriera sportiva

L’atleta campano racconta come sta vivendo questo momento. “Non vedo l’ora di ricominciare, riprendendo per gradi la forma fisica e la consapevolezza mentale per raggiungere gli ambiti obiettivi”

7 maggio 2020

ROMA - Triathlon, calcio amputati, atletica: Gianni Sasso è una delle più grandi bandiere dello sport paralimpico italiano, un atleta poliedrico, in grado di accettare le sfide più difficili e di portarle a termine con professionalità e con quella dose di ottimismo necessario per raggiungere traguardi ambiziosi. Ottimismo e positività che all’atleta ischitano non sono mancati nemmeno in questo difficile momento: “In questo periodo non ho mai smesso di allenarmi, spesso nella natura che circonda la mia casa, assaporandone i profumi e godendo i colori che la terra ci offre. In questo modo ne ho tratto un doppio beneficio per il mio training quotidiano. Non vedo l’ora di ricominciare, riprendendo per gradi la forma fisica e la consapevolezza mentale per raggiungere gli ambiti obiettivi. In linea con le norme e le restrizioni vigenti – assicura -  sto elaborando diversi programmi di allenamento”.
 
Amputato dall’età di sedici anni, Sasso ha partecipato ai Giochi Paralimpici di Rio 2016 con il paratriathlon, portando a casa il nono posto nella categoria PT2. In veste di paratriathleta, il campano ha ottenuto la medaglia di bronzo agli Europei del 2013 in Brasile e il bronzo alla World Paratriathlon Event di Yokohama nel 2016. Nell’atletica, da ricordare lo straordinario record del mondo nella maratona fatto segnare ad Amsterdam nel 2012 con il tempo di 4 ore 28 minuti. Gianni Sasso è anche vice campione d’Italia di calcio amputati con il Vicenza. Costretto a disertare la finale contro il Montelabbate – finale persa dalla compagine veneta – il campano si è però tolto la soddisfazione di portare a casa il titolo di capocannoniere del primo campionato italiano.
 
Il 29 marzo, Gianni Sasso avrebbe dovuto prender parte alla Maratona di Roma al fianco di Sport senza Frontiere, a favore dei bambini a rischio di emarginazione sociale: “Oggi stiamo correndo la maratona della vita, per poter correre di nuovo insieme per i bambini”. Questo momento di stop delle competizioni è anche il pretesto per ripercorrere le tante tappe che hanno caratterizzato la carriera agonistica del corridore ischitano, come la maratona di New York del 2019: “La maratona del cuore, che, nella maniera più assoluta, dovremo correre di nuovo, magari nel 2020, per celebrare i suoi cinquant’anni di vita”.
 
“Torneremo di nuovo a correre insieme, a correre insieme nelle nostre vite – assicura - torneremo a fare quello che facevamo prima, con l’augurio che nel correre le nostre vite lo faremo più lentamente, annusando quotidianamente quello che la vita ci dà e quello che la vita è, stavolta cercando di non farla fuggire velocemente”. (a cura del Cip)

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