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Festival di Cultura Paralimpica di Padova, Pancalli e Gravina protagonisti sul tema “L’altra faccia del calcio italiano”

Il Presidente del CIP Pancalli e il Presidente della FIGC Gravina sono stati tra i protagonisti dell’incontro dal titolo “L’altra faccia del calcio italiano. Lo sport paralimpico nella Federazione Italiana Giuoco Calcio”. Pancalli: “Oggi il mondo del calcio si è riunito con l’idea che grazie alla cultura si possa cambiare un Paese”. Gravina: “Questo Festival è la dimostrazione che assistiamo a un cambiamento culturale”

6 novembre 2019

ROMA - "Dove non arriva il corpo arriva la mente, dove non arriva la mente, arriva lo spirito". Queste le parole che hanno accompagnato la presentazione, presso Palazzo del Bo, di Yoga a raggi liberi, il libro scritto dalla ex atleta di tennistavolo paralimpico e oggi allenatrice Patrizia Saccà rivolto a tutti coloro che hanno difficoltà motorie, che ha inaugurato la seconda giornata del Festival di Cultura Paralimpica di Padova. Subito dopo, alle 9.30, la Sala Nievo è stata teatro dell’incontro dal titolo “L’altra faccia del calcio italiano. Lo sport paralimpico nella Federazione Italiana Giuoco Calcio”, cui hanno preso parte Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Gabriele Gravina, Presidente Federazione Italiana Giuoco Calcio, Diego Bonavina, Assessore allo Sport del Comune di Padova, Antonio Paoli, delegato per il progetto Sport, benessere e merchandising dell’Università di Padova, Renzo Vergnani, CT Nazionale italiana di calcio Amputati, Luigi Magi, calciatore della Nazionale italiana calcio amputati, Rossano Mastrodomenico, CT Nazionale italiana di calcio a 5 B1 e Sebastiano Gravina, calciatore della Nazionale Italiana di calcio a 5 B1.
 
“La parola libertà è nel motto di questa Università – ha affermato Antonio Paoli – libertà di insegnare, libertà di studiare, diritto per tutti di poter studiare e di essere se stessi, basti pensare che da questo Ateneo, nel 1678, è uscita Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo”.
 
“Questa è una città che ama lo sport e che vive di sport – ha dichiarato Monavina – questo Festival è importante perché nel titolo non si parla solo di sport ma anche di cultura, perché grazie alla cultura una società riesce a crescere”.
 
“Nulla più del Comitato Italiano Paralimpico sta lavorando per dare dignità a tutte le persone che praticano uno sport e per garantire il diritto allo sport per tutti - ha esordito Luca Pancalli – in questo nostro percorso di condivisione spero di annoverare a breve la Federcalcio tra le Federazioni riconosciute dal CIP, perché il calcio è uno solo: c’è una palla e attorno a questa palla giocatori e tanta passione”.
 
“Perché il calcio è questo – ha sottolineato ancora Pancalli – è genuinità ed esprime l’identità culturale e solidale di una città”.
 
“Oggi il mondo del calcio si è riunito con l’idea che grazie alla cultura si possa cambiare un Paese – ha concluso il Presidente del CIP – perché attraverso la narrazione di un evento sportivo come il calcio si può fare la narrazione della storia del nostro Paese”.
 
“Questo Festival è la dimostrazione che assistiamo a un cambiamento culturale – ha esordito Gabriele Gravina – è importante che si parli di cultura paralimpica perché proprio la cultura è una delle più grandi carenze della nostra società”.
 
“Lo sport deve essere inteso come socializzazione ed esaltazione delle proprie capacità – ha aggiunto Gravina – e per tanti ragazzi sparsi in tutto il mondo, persone come il Presidente Pancalli sono degli esempi”.
 
“Oggi la persona disabile, attraverso lo sport, si mostra – ha osservato il Presidente della FIGC – e nei confronti di una persona disabile abbiamo un solo dovere, quello di essere giusti e soddisfare, come Federazione, tutte le esigenze”.
 
Renzo Vergnani, CT della Nazionale Italiana di Calcio Amputati, ha dichiarato: “Il mio pensiero va a tanti anni fa, quando si è presentato un ragazzino con una gamba sola che voleva giocare a calcio. Dal quel momento la squadra ha continuato a crescere. Sono sempre le persone che fanno la differenza e noi siamo stati fortunati ad aver incontrato persone eccezionali”.
 
Rossano Mastrodomenico, CT della Nazionale Italiana di Calcio non vedenti B1, ha ricordato: “Ho iniziato la mia avventura in questo mondo nel 1997 agli Europei di Barcellona come portiere. In una prima fase i giocatori erano neofiti, dal momento che si erano formati autonomamente dal punto di vista tecnico, in seguito le squadre hanno cominciato a essere seguite da tecnici qualificati”.
 
A seguire, sempre presso la Sala Nievo, si è svolto “Sport Paralimpico, le parole per raccontarlo”, seminario su linguaggio e comunicazione sportiva, che si è avvalso degli interventi di Claudio Arrigoni, giornalista RCS, Sandro Fioravanti, giornalista RAI, Sara Ficocelli, giornalista La Repubblica, Carlo Di Giusto, Direttore tecnico delle Nazionali di basket in carrozzina e Fabiola Spaziano, del progetto Heyoka.
 
“Il linguaggio che parla di disabilità è cambiato e deve cambiare – ha spiegato Arrigoni – la maniera corretta è quella di mettere la persona disabile al primo posto anziché la disabilità, quindi è giusto parlare di ‘persona disabile’ e non solo di ‘disabile’”.
 
“Siamo uno dei Paesi più all’avanguardia nell’ambito della comunicazione del mondo paralimpico – ha ricordato Carlo Di Giusto – la forza della comunicazione è stata quella di essere riuscita a entrare nelle case della gente”.
 
“La cultura non è in che modo chiamate le persone disabili – ha concluso Di Giusto – ma come convivete con le persone disabili”.
 
Alle 12, le scuderie di Palazzo Moroni hanno ospitato l’incontro dal titolo “Storie di una Rivoluzione Culturale”, con le testimonianze del nuotatore paralimpico Francesco Bettella e della campionessa di paraciclismo Francesca Porcellato. Lo schermidore paralimpico Andrea Alberto Pellegrini e i fotografi Fabio Renzi e Diana Pintus hanno quindi presentato il loro progetto  En garde (ITOP Spa), incentrato sulla vita di Pellegrini, un delle bandiere del movimento paralimpico italiano.
 
Alle 14.30, presso la Cittadella dello Studente, il giornalista RAI Sandro Fioravanti ha moderato i dibattiti “Fare centro con la mente”, l’esperienza di Eleonora Sarti, studentessa di Psicologia e campionessa di para-archery; “Sitting on the dock of the (Tokyo) Bay”, la storia di Nadia Bala, ambasciatrice del sitting volley italiano; “Il viaggio della Carovana dello Sport Integrato”, un racconto a cura dello CSEN.
 
Alle 17, al Caffè Pedrocchi, nel corso dell’Aperitivo Paralimpico, la scrittrice Alessandra Sarchi ha parlato del suo romanzo “La notte ha la mia voce”. L’incontro, moderato dalla giornalista de La Repubblica Sara Ficocelli, ha visto la partecipazione di Chiara Coltri, giocatrice di basket in carrozzina. (a cura del Cip)

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