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Festival di Cultura Paralimpica: inaugurata a Padova la seconda edizione

Fino al 7 novembre incontri, dibattiti, seminari per promuovere lo sport come strumento di inclusione e benessere. Il presidente del Cip Pancalli: “Portiamo avanti una silenziosa rivoluzione culturale, consapevoli che un Paese cresce soprattutto quando cresce la cultura di quel Paese”. Il rettore dell’Università di Padova Rizzuto: “Oggi parlare di libertà significa parlare di diritti per tutti”

5 novembre 2019

ROMA - Promuovere lo sport come strumento di inclusione, benessere e per il superamento di ogni forma di barriera, fisica e culturale: è questo lo spirito che anima il Festival di Cultura Paralimpica, evento ideato dal Comitato Italiano Paralimpico giunto al suo secondo anno di vita. Dopo la prima edizione, che si è svolta lo scorso anno presso la stazione Tiburtina di Roma, quest’anno il Festival si è spostato a Padova, in un ideale accompagnamento verso il 2020, quando la città sarà Capitale Europea del Volontariato. In omaggio a una delle città italiane più belle, il Festival di Cultura Paralimpica si svolge in vari luoghi della città, a cominciare dalla sua Università, una delle più antiche e prestigiose del mondo. Ed è stata proprio l’Aula Magna dell’Università degli Studi, a Palazzo del Bo, a ospitare il primo appuntamento dell’edizione 2019 del Festival.
 
Ad aprire l’evento, oggi martedì 5 novembre, sono stati il padrone di casa, il Magnifico Rettore Rosario Rizzuto, il Presidente del Cip Luca Pancalli, il Sindaco di Padova Sergio Giordani, l’Assessore al territorio, cultura e sicurezza della Regione Veneto Cristiano Corazzari, il Presidente del CSV Padova Emanuele Alecci e il giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo Gianluca Nicoletti. Con loro i campioni del nuoto paralimpico Simone Barlaam e Federico Morlacchi, reduci dai trionfi ai Mondiali di Londra, e il giornalista RAI Lorenzo Roata, ideatore della rubrica SportAbilia dedicato al mondo della disabilità sportiva.
 
Alle 12, a Palazzo Moroni, si è inaugurata la mostra dal titolo “Storie di una Rivoluzione Culturale”, cui hanno preso parte Laura Nota, delegata in materia di inclusione e disabilità dell’Università di Padova, Claudio Arrigoni, giornalista RCS, l’ex campionessa di tiro con l’arco paralimpico Paola Fantato, l schermidore paralimpico Edoardo Giordan e Giulia Aringhieri, atleta della Nazionale Italiana di sitting volley. Sullo sfondo video storici sullo sport paralimpico, con il commento del giornalista RAI Sandro Fioravanti.
 
Alle ore 15, presso la Sala Nievo di Palazzo del Bo, si è svolto il seminario a cura dell’INAIL dal titolo “La ricerca scientifica al servizio dell’atleta Paralimpico”. Il dibattito, coordinato da Lorenzo Roata, ha visto gli interventi di Giuseppe Lucibello, Direttore Generale INAIL, di Andrea Giovanni Cutti, responsabile ricerca applicata Centro Protesi INAIL, di Nicola Petrone, docente di Ingegneria dello Sport dell’Università di Padova. Il seminario si è avvalso anche della testimonianza dell’atleta di paratriathlon Veronica Yoko Plebani.
 
Alle ore 17, presso lo storico Caffè Pedrocchi, nel corso dell’Aperitivo Paralimpico, lo scrittore Federico Vergari e il direttore della collana Tunué racconta Giovanni Di Giorgi hanno presentato il libro “Le sfide dei campioni. Emozionanti imprese tra i grandi dello sport”. Presenti all’evento Roberto Valori, Presidente FINP, ex nuotatore nonché uno dei protagonisti del libro, il campione mondiale di sci nautico paralimpico Daniele Cassioli e il giornalista Italpress Daniele Palizzotto, moderatore del dibattito.
 
“Il mio grazie va innanzitutto agli straordinari atleti paralimpici, perché senza la loro ispirazione non saremmo arrivati dove siamo arrivati – ha dichiarato il Presidente del Cip, Luca Pancalli – il mio ringraziamento va quindi all’Università e alla città di Padova, la cui adesione e partecipazione ha nobilitato questo Festival. Siamo passati da una stazione a una Università, a voler sottolineare un comitato che ha una grande responsabilità – ha proseguito - non solo quella di curare la dimensione tecnico-agonistica dei nostri campioni, ma anche quella di sancire il diritto allo sport per tutti, perché lo sport è condivisione di differenze, condivisione di passioni”.
 
“Cambiare la percezione della disabilità attraverso i campioni paralimpici – ha sottolineato Pancalli – vogliamo dare dignità al movimento e vogliamo darlo anche con appuntamenti come del Festival di Cultura Paralimpica. Stiamo lavorando per portare avanti una silenziosa rivoluzione culturale nel nostro Paese, consapevoli che un Paese cresce soprattutto quando cresce la cultura di quel Paese. Vogliamo costruire un Paese migliore, più civile, più democratico, più equo”.
 
A proposito della mostra di Oliviero Toscani, Pancalli ha sottolineato: “E’ l’elogio dell’imperfezione in un Paese che ha dimenticato le differenze”.
 
“Questa è l’Università della libertà – ha esordito il Magnifico Rettore Rosario Rizzuto – oggi parlare di libertà significa parlare di diritti per tutti, di piena realizzazione. La libertà è la nostra stella indicatrice. Garantire a tutti la piena realizzazione vuol dire guardare al futuro, perché non ci vogliamo fermare a Galileo, vogliamo guardare al futuro e farlo anche attraverso lo sport e l’inclusione, aspetti fondamentali della formazione di una persona. Lo sport è realmente strumento di inclusione – ha aggiunto Rizzuto – ma anche di parità, e questa Università vuol essere l’esempio dell’Italia che vogliamo”.
 
“Questo Festival si inserisce alla perfezione nella cultura di questa città, che è città che non discrimina – ha spiegato il Sindaco di Padova Sergio Giordani – ogni discriminazione sarà veramente superata quando considereremo davvero questi ragazzi innanzitutto come sportivi. L’obiettivo è quello di mettere i nostri ragazzi nelle condizioni migliori per praticare sport – ha concluso Giordani – perché fare sport significa mettere una persona disabile nelle condizioni di pensare a quello che ha e non a quello che ha perso”.
 
Presenti alla cerimonia anche i campioni di nuoto paralimpico Simone Barlaam e Federico Morlacchi, che hanno parlato della vittoria ex equo ai Mondiali di Londra: “La vittoria non l’abbiamo divisa, l’abbiamo condivisa – ha ricordato Morlacchi – il che significa che non vale la metà, bensì il doppio. Con Simone ci conosciamo da quattro anni e da un anno ci dicevamo: “pensa se tocchiamo insieme”.
 
“Nel 2010, ai Mondiali di Eindhoven, l’Italia aveva vinto cinque medaglie, a Londra ne abbiamo conquistate cinquanta, quindi il mio ringraziamento va al Cip e alla Finp, che ci hanno portato d cinque a cinquanta”.
 
“È stata una trasferta incredibile – ha ammesso Barlaam – oltretutto la medaglia d’oro condivisa ci ha permesso di superare gli Stati Uniti nel medagliere e di vincere la classifica finale”.
 
Parlando della mostra fotografica di Oliviero Toscani, che lo vede tra i dodici protagonisti, Barlaam ha dichiarato: “È uno stimolo per tanti bambini, per dire loro che non c’è nulla da nascondere nella disabilità, l’unica cosa di cui bisogna sempre andare fieri è ciò che si è saputo raggiungere nella vita”. (a cura del Cip)

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