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“Record”, quando sport fa rima con sociale. Bebe Vio ambasciatrice a Trento

A Trento il Festival dello Sport, organizzato dalla Gazzetta dello Sport e dedicato quest'anno al tema del “record”. Presente anche la fondazione Laureus italia: tra i suoi “ambasciatori”, c'è Bebe Vio, accanto a tante leggende dello sport mondiale

12 ottobre 2018

ROMA - Da Bebe Vio a Riccardo Pittis, passando da Arianna Fontana e Giacomo Agostini: storie di sport e attività sul campo legate al sociale sfileranno fino al 14 ottobre a Trento. Al Festival dello Sport, organizzato da La Gazzetta dello Sport. Il tema di quest’anno è il “record”, che sarà affrontato in molteplici modi attraverso interviste, forum, esibizioni e camp dimostrativi aperti a tutti, mostre e spettacoli. Sarà presente anche la Fondazione Laureus Italia Onlus, con alcuni dei suoi “ambasciatori”: Bebe Vio, Giacomo Agostini, Arianna Fontana, Riccardo Pittis e Davide Oldani. Oltre a loro ci saranno, tra gli altri, Federica Pellegrini, Pep Guardiola, Carlo Ancelotti, Arrigo Sacchi, Jean Alesi e Max Biaggi, Alberto Contador, Reinhold Messner e Giovanni Soldini. Ad accumunarli non solo la passione, ma anche la tendenza a valicare i limiti e rendere possibile ciò che prima si pensava irraggiungibile. Una tematica questa molto cara alla Fondazione Laureus Italia, che utilizza lo sport come strumento educativo, ed è attiva nelle periferie delle città italiane, da Nord a Sud, tra cui Roma, Milano e Napoli.
 
L’obiettivo di Fondazione Laureus Italia è quello di supportare e aiutare i bambini e i ragazzi che vivono situazioni di disagio sociale ed economico, cercando di instillare in loro attraverso lo sport, il rispetto per sé stessi e per gli altri e le regole del vivere civile. Laureus accompagna i ragazzi durante le fasi di crescita aiutandoli a superare gli ostacoli di una vita che troppo spesso ha mostrato loro solo il lato negativo. La fondazione ha finora coinvolto oltre mille bambini in più di 20 differenti attività sportive, tra cui sport di squadra “classici” come calcio, basket e pallavolo e discipline quali surf, vela, capoeira e molte altre.
 
Sono 70 le associazioni con le quali la Fondazione collabora e oltre 20 gli Ambassador, campioni dello sport e non solo, che sostengono i progetti italiani. Non sono solo sportivi le persone che decidono di sostenere Laureus. Un esempio tra tutti è lo chef Davide Oldani secondo cui “parlare di sport è tutt’uno con il parlare di buona cucina: sono due mondi che hanno in comune la cultura del benessere, l’armonia delle forme, il rispetto e la condivisione di emozioni intense. Prima da sportivo e oggi da artista del cibo continuo a credere nell’assonanza di questi due mondi e nel valore che possono portare a ciascuno di noi. Lo sport è una formula magica per tutti, aiuta a fare squadra e a superare le difficoltà (pensiamo ad esempio in adolescenza o nelle periferie metropolitane più povere dove i ragazzini non possono praticare uno sport ‘sano’ e corrono il rischio di delinquere). Così la cucina: un luogo speciale dove il team, le regole, ma anche l’espressione individuale diventano gli ingredienti perfetti per un risultato eccezionale. Per questo ho scelto di essere Ambassador della Fondazione Laureus Onlus attiva nelle periferie di Milano, Roma, Napoli, una fondazione senza scopo di lucro che – come dice il loro motto ‘Sport for Good’ – attraverso lo sport aiuta i bambini a superare le difficoltà e il rischio di emarginazione”.

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