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Disabilità, arriva a Bologna la scuola di calcio di Insuperabili Academy

Aprirà al Centro sportivo Barca il prossimo 30 settembre, l’undicesima scuola del progetto nato a Torino. Sono 400 i ragazzi e gli adulti con disabilità che partecipano in tutta Italia. Obiettivo? La crescita e l’inclusione tramite lo sport, la condivisione e il divertimento

27 settembre 2017

BOLOGNA - È in arrivo nel capoluogo emiliano l’undicesima scuola calcio del progetto Insuperabili Academy, che ha come obiettivo l’integrazione nella società dei bambini, dei ragazzi e degli adulti che convivono con la disabilità, contro tutti i pregiudizi e tutte le forme di emarginazione sociale. A partire dal 30 settembre, la nuova scuola calcio bolognese sarà attiva al Centro sportivo Barca, aperta ai disabili di tutte le età che vogliano imparare a giocare a calcio, che vogliano migliorarsi o semplicemente che desiderino divertirsi correndo dietro a un pallone. Uno sport in grado di abbattere tutte le barriere sociali e che porti a un miglioramento della salute psicofisica dei partecipanti, della loro inclusione e della loro serenità: questo è il calcio secondo Insuperabili onlus e Reset Academy, le associazioni promotrici dell’iniziativa, che stanno portando avanti il progetto insieme alla Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali e ad attività sportive confederate. Dal 2012, anno dell’apertura a Torino della prima scuola, sono già 10 le academy aperte in tutta la penisola (Torino, Milano Bergamo, Verona, Chioggia, Genova, 2 a Roma, Lecce, Siracusa). Dopo Bologna, le prossime aperture saranno a Ivrea e Napoli.
 
“Siamo soddisfatti dei nostri risultati, abbiamo avuto una crescita importante – ha detto Davide Leonardi, responsabile del progetto – in 5 anni siamo passati da 4 iscritti a 170 nella sola Torino. In questo momento partecipano circa 400 persone in tutta Italia”. Attività di promozione nelle scuole, nei centri diurni, nelle Asl e nelle comunità, ma anche passaparola: così avviene il reclutamento. Ma come funzionano le attività delle academy di Insuperabili? Le squadre sono aperte a tutti, a prescindere dal tipo e dal grado di disabilità, sia essa cognitiva, relazionale, sensoriale, comportamentale, fisica o motoria, dai 4 ai 50 anni. “Abbiamo anche qualche signore di 70 anni”, continua Leonardi. In un primo momento, tutti i partecipanti si allenano e giocano nella stessa compagine, poi, quando il numero di iscritti lo permette, vengono formate delle squadre più piccole, ciascuna corrispondente a una categoria di disabilità. Si comincia con degli allenamenti, per poi allargare il raggio fino a partecipare a un campionato interno a Insuperabili, in cui si affrontano 2 squadre del nord e altre 2 del centro sud. Ad accompagnare i ragazzi nel loro percorso e a raggiungere gli obiettivi specifici di ogni singola categoria c’è il lavoro di numerose professionalità tecniche e psicoeducative, formate in modo da poter includere tutti nel gioco.
 
Un progetto che ha dimostrato una grande partecipazione e un vivo interesse da parte del mondo dello sport italiano: Giorgio Chiellini, difensore della Juventus, Marcello Lippi, ex allenatore della nazionale di calcio, e il giornalista sportivo Gianluca Di Marzio hanno prestato il loro volto come testimonial per avvicinare ancora più persone al progetto, con l’obiettivo di fare ancora di più per l’integrazione sociale dei disabili attraverso lo sport. Ogni sede ha i suoi testimonial, del calibro degli azzurri Gianluigi Buffon per Torino e Antonio Candreva per Milano. Insuperabili Academy ha altri progetti in cantiere? “Puntiamo ad arrivare a 15 scuole calcio entro fine anno”, spiega Leonardi. Ma la sua soddisfazione è comunque forte: “La proposta di formazione ha dimostrato di essere adeguata: i ragazzi che hanno partecipato sono molto cresciuti”.

di Simone Lippi Bruni

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