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Dalla biblioteca allo sci nordico. La sfida di Mauro

Tra i dieci atleti italiani che parteciperanno ai Giochi Mondiali Invernali di Special Olympics in Austria c’è anche Mauro Carissimi. È di Lecco, ha 40 anni e la sindrome di Down. Il suo sogno è conquistare una medaglia nello sci di fondo

22 marzo 2017

ROMA – Mauro Carissimi ha 40 anni. Lavora in una biblioteca a Lecco, ama il disegno e la musica, ma è lo sci di fondo la sua passione più grande. Mauro ha la sindrome di Down ed è uno dei 34 atleti italiani che dal 14 al 25 marzo prossimo gareggeranno in Austria in occasione dei Giochi Mondiali Invernali di Special Olympics insieme alla delegazione italiana. Tra i 34 atleti della delegazione italiana, sono dieci quelli che saranno impegnati nella specialità sci nordico e Mauro, raccontano i suoi genitori, Maria e Alberto, non vede l’ora che arrivi il momento della gara. “Lo scorso anno, in occasione dei Giochi Nazionali Invernali, a Bormio, gli è stata comunicato la sua convocazione ai Giochi Mondiali Invernali – raccontano i genitori di Mauro -. Tornato a casa, non stava più nella pelle, era così orgoglioso che questa gioia voleva condividerla con chiunque, con il mondo. Sogna, a coronamento del suo impegno sportivo, una medaglia, ma il vederlo gareggiare, l’opportunità di mettersi alla prova ad un evento internazionale cui prenderanno parte 3 mila atleti provenienti da ogni continente, vederlo così partecipe, è per tutti noi un’emozione grandissima e già una grande vittoria”.
 
Per Maria e Alberto, non è stata facile. “Alla sua nascita ci comunicarono – raccontano – che Mauro aveva la sindrome di Down, il che comportava una durata di vita più breve, problemi di salute e di apprendimento. Non è stato semplice, per noi genitori, adattarci a questa prospettiva; ci sentivamo soli ed impreparati nell’affrontare una situazione del genere. Poi un impegno costante che, giorno dopo giorno, ci sembrava naturale; ogni suo sorriso o gridolino ci rincuorava, ci dava forza nel guardare avanti, quasi ad indicarci che la strada intrapresa era quella giusta. Siamo cresciuti insieme al nostro bambino, che oggi è diventato un uomo, assecondando quella sua innata volontà di sperimentare, di inseguire passioni ed interessi senza porsi alcun limite, e noi con lui”.
 
Mauro è “caparbio”, raccontano i genitori. “Ha una memoria di ferro, è un esperto in mitologia, ama il disegno e la musica; quando non conosce qualcosa la ricerca sul computer”. La sua prima passione, ancor prima dello sport, però, è stata la musica. “Lo abbiamo stimolato – prosegue la madre – a crearsi diversi interessi, lui ha colto ogni cosa in modo molto semplice perché è una persona dinamica, caratterialmente sente la necessità di sentirsi impegnato, di riempire ogni spazio; per lui il tempo è prezioso. Un altro passaggio che a noi è sembrato importante, nella sua crescita, è stata la passione per la musica. Da autodidatta traduceva tutte le canzoni, dall’inglese all’italiano, dei Beatles che sono, tuttora, il gruppo musicale che preferisce. Da una piccola tastiera che avevamo in casa incominciò a suonare le musiche natalizie dandoci lo spunto per fargli studiare pianoforte e continuare, in seguito, con un corso di saxofono”.
 
L’arrivo dello sport nella sua vita, però, cambia tutto. All’età di ventiquattro anni entra a far parte di un team Special Olympics, “Oltretutto 97”. Dopo aver iniziato con il Tai Chi decise di dedicarsi al nuoto. “Mauro – ricorda la mamma – è sempre stato un’amante dell’acqua e nel corso degli allenamenti è sempre stato molto determinato nel voler perfezionare tutti e quattro gli stili raggiungendo un buon livello tecnico. Lo sport gli ha dato tante soddisfazioni; in questo percorso, circa 12 anni fa, gli venne proposto di partecipare anche allo sci di fondo e lui decise di aderire con entusiasmo e passione ma non avrebbe mai immaginato che in questa stessa disciplina, molti anni dopo, avrebbe partecipato ai Giochi Mondiali”.
 

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