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“Lo sport cambia la vita”. La storia di Chiara, atleta Down ai Mondiali di Special Olympics

Si terranno dal 14 al 25 marzo prossimo in Austria e come Chiara altri 33 atleti italiani saranno impegnati nelle gare. Il racconto della madre: “La pratica sportiva ha migliorato l’autonomia che sicuramente le servirà in futuro”

14 marzo 2017

ROMA - “Lo sport ha il potere di cambiare la vita. Chiara non ha mai posto limiti alla volontà di migliorarsi e lo sport le ha dato, in questo senso, molte opportunità per farlo”. A parlare è Silvana, madre di Chiara Anghileri, una dei 34 atleti della Delegazione Italiana di Special Olympics che, dal 14 al 25 marzo prossimo, sarà impegnata in Austria in occasione dei Giochi Mondiali Invernali. Chiara è nativa di Lucca ma che vive a Mandello del Lario. Collabora in una cucina di una scuola materna del paese, ma è lo sport la passione che l’ha portata fino ai Giochi mondiali del 2017. Oggi Chiara ha 28 anni ed è tra i 12 atleti italiani con disabilità intellettive che gareggeranno nello sci alpino. Una passione nata sin da piccola. “Quando è nata Chiara avevo 39 anni – racconta la mamma Silvana – e la mia vita sembrava essersi fermata lì. Dolore, sconforto, in quei primi momenti era tutto così difficile. Mi sono aggrappata a mio marito, Ottavio, alla sua forza e capacità nel vedere oltre e da quell’abisso, tutti insieme, siamo risaliti più forti di prima”.
 
Quando era ancora in seconda elementare, Chiara ha iniziato con le prime lezioni di sci. “E’ nato tutto in modo abbastanza naturale: come fatto con il fratello Davide, abbiamo dato anche a Chiara l’opportunità di imparare a sciare, indipendentemente dal fatto che avesse la sindrome di Down. Non pensavamo ai benefici, che si sono poi rivelati grandissimi sotto tanti punti vista, ma al voler vivere insieme ogni esperienza senza dover precluderle e precluderci nulla. Lo stesso è stato per il nuoto, iniziato diversi anni prima; amavo andare al lago e Chiara, che non aveva paura dell’acqua, ha imparato a nuotare in brevissimo tempo. All’età di 14 anni è entrata a far parte di un Team Special Olympics, “Oltretutto 97”, grazie al quale è cresciuta molto a livello sportivo ottenendo grandi benefici anche in termini di autostima ed autonomia”.
 
Nel nuoto ha imparato i quattro stili, prediligendo quello a rana, mentre nello sci alpino ha perfezionato molto la tecnica di discesa. “La convocazione ai Giochi Mondiali Invernali in Austria – prosegue Silvana – è stata per Chiara una sorpresa inaspettata, l’ha resa felice sia per l’occasione unica, sia perché le viene riconosciuto il percorso fatto, ricco di tante gioie e successi. Le abbiamo sempre inculcato che doveva partecipare alle gare per divertirsi, dare il meglio di sé ed essere soddisfatta di questo. La pratica sportiva le ha sicuramente giovato, migliorando non solo le sue capacità motorie, ma anche molte autonomie che sicuramente le serviranno in futuro”. Chiara e gli altri atleti italiani in gara in Austria potranno essere sostenuti in questa avventura grazie ad un progetto di raccolta fondi promosso da Special Olympics. Attraverso il sito web www.ioadottouncampione.it si possono fare donazioni online per coprire le spese necessarie all’acquisto dell’attrezzatura e per le spese di un viaggio che può coronare un sogno.
 

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