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Dal nuoto allo sci di fondo. L’avventura di Paola ai Mondiali Special Olympics

Ha 32 anni ed è di Cuneo. Ha la sindrome di Down ed è una dei 34 atleti italiani che dal 14 al 25 marzo 2017 saranno in Austria per i mondiali Invernali. “Un’ottima scuola per mettere alla prova le sue capacità, non solo sportive, ma anche relazionali”

10 marzo 2017

ROMA – “Pazienza, non ho vinto, sarà per la prossima volta, sono contenta così”. È la frase che Paola ripete ogni qualvolta, ad un evento sportivo, non riesce a raggiungere l’obiettivo. Ha 32 anni. E’ nata a Cuneo e ha la sindrome di Down. Paola Begliardo è una dei 34 atleti azzurri che rappresenteranno l’Italia ai Giochi Mondiali Invernali Special Olympics che si terranno in Austria dal 14 al 25 marzo 2017. Insieme ad altri dieci atleti, Paola correrà nello sci nordico, ma i Giochi mondiali non sono che una tappa di un percorso importante. Iniziato sin dalla sua nascita. “Abbiamo saputo che Paola aveva la sindrome di Down solo nel momento in cui è nata, a Cuneo, 32 anni fa – racconta la mamma Elsa –. In quel momento non ho avuto il tempo di pormi troppe domande, il primo pensiero era rivolto alla sua salute, al fatto che non vi fossero complicazioni. Quando Paola aveva circa 7 mesi ci siamo messi in contatto con il Cepim di Torino ed attraverso uno psicologo abbiamo iniziato, a livello motorio, a stimolarla nel fare esercizi utili all’equilibrio. Spostamenti continui e a casa un lavoro continuo; è iniziata così la nostra vita con Paola ed attraverso lei, la conoscenza di una dimensione prima sconosciuta, che spaventa ma che allo stesso tempo ti impone, come genitore, di affrontarla nel migliore dei modi per garantire, ai propri figli, il miglior futuro possibile. Un futuro che si è via via costruito sulla base di continue attenzioni e ricerca di opportunità per Paola; impegno ed attività che per lei, come per ogni altra persona nel mondo, seppur con tempi e modalità differenti, hanno rappresentato quei presupposti fondamentali per una crescita costante”.
 
Lo sport, nella vita di Paola, entra molto presto. Sin dalla terza media “grazie alla professoressa di educazione fisica, la stessa che ci ha poi permesso di conoscere “AmicoSport”, team Special Olympics di Cuneo – spiega la madre -, facendoci scoprire un’opportunità preziosa, che non si è ridotta al praticare sport, ma si è tradotta nello sperimentare, grazie ad esso, nuove esperienze altrimenti difficilmente realizzabili. Oggi Paola è più forte, più autonoma”. Il suo percorso con Special Olympics è iniziato con il nuoto e parallelamente con lo sci di fondo. “Si allenava con regolarità ma richiedeva l’attenzione di un tecnico che la seguisse individualmente, poi sono iniziate le gare, la partecipazione agli eventi – spiega la madre -. Ed è forse in questo momento che qualcosa è iniziato a cambiare, in modo sostanziale e via via sempre più evidente”. Vivere l’evento da atleta, da protagonista, ha rappresentato “la chiave di volta” del suo percorso verso l’autonomia. “Ogni volta che faceva ritorno a casa, il suo viso era radioso, era sempre allegra e soddisfatta, anche se stanca – racconta la madre -. E’ partecipando alle gare di Special Olympics che Paola ha conosciuto per la prima volta tantissime persone, tutte diverse ed uniche, un’ottima scuola per mettere alla prova le sue capacità, non solo sportive, ma anche relazionali”.
 
Paola ha partecipato ogni anno ai Giochi Nazionali Special Olympics, estivi ed invernali. Con Special Olympics Paola ha già vissuto due eventi di natura internazionale e non solo in qualità di Atleta. Era il 2006 quando Paola è stata chiamata a partecipare agli Special Olympics European Youth Games a Roma come volontaria speciale, dando il suo personale contributo alla grande macchina organizzativa dei Giochi. Nel 2011 un altro evento internazionale, vissuto questa volta da Atleta, essendo chiamata a partecipare, con il suo team Amico Sport, ai Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics in Germania. Ora, però, arrivano i Giochi Mondiali e Paola sarà in pista insieme ad altri atleti italiani a rappresentare il suo paese. E come per tutti loro è possibile sostenerli in questa avventura attraverso una donazione online che permetterà loro di coprire le spese di viaggio e per l’attrezzatura attraverso il crowdfunding sul sito web www.ioadottouncampione.it.
 

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