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Basket, il quadro della serie A: è una stagione sorprendente

L’Italia conserva un campionato quanto mai interessante nonostante il ridimensionamento del Santa Lucia Roma: per lo scudetto si preannuncia una gara a due fra i campioni d’Italia in carica della Briantea84 Cantù e il Gsd Porto Torres, finora imbattuto. Nove squadre sul parquet, dal profondo nord alla Sardegna

1 marzo 2017

ROMA - Palloni che rimbalzano, carrozzine che si scontrano, giocatori che rotolano sul parquet. Eccoci nel mondo del basket in carrozzina, una delle discipline paralimpiche più diffuse al mondo, con una tradizione alle spalle e un futuro che nonostante le difficoltà promette ancora belle sorprese. Uno sport in cui l’Italia può legittimamente fregiarsi di esserci: molto bene a livello di campionato (con la nostra serie A che rappresenta senza ombra di dubbio con Germania e Spagna uno dei tre tornei più quotati del pianeta) e con qualche difficoltà maggiore a livello di nazionale, con gli azzurri che puntano alla risalita dopo aver mancato la qualificazione alle Paralimpiadi di Rio 2016. E’ un movimento che prospera in alcune zone del paese e fatica terribilmente in altre, che vede la presenza nel nostro campionato di alcuni fra i più forti giocatori e allenatori del mondo e che deve però fare i conti ogni giorno con le difficoltà logistiche, organizzative ed economiche, dai costi delle trasferte alla carenza degli sponsor, fino alla gestione degli impianti e in generale di un bilancio societario che per le formazioni di primo livello ha numeri da centinaia di migliaia di euro. A questa disciplina paralimpica il nostro mensile SuperAbile Inail ha dedicato l'inchiesta pubblicata nel numero di gennaio 2017.
 
Prima di addentrarci nel dietro le quinte di questo universo, vediamo quello che è evidente a tutti e che va in scena il sabato pomeriggio con le partite fra le nove formazioni della nostra serie A. Campionato che ha ormai superato da tempo la metà del percorso, con la certezza assoluta che c’è e ci sarà da divertirsi. Chi pensava che la grave crisi del Santa Lucia Roma, storica società che nelle ultime stagioni aveva dominato la scena in accoppiata con la Unipol Sai Briantea84 Cantù, significasse il via libera ad un torneo dominato dai lombardi, ha dovuto ben presto cambiare idea. I canturini, campioni d’Italia in carica, hanno trovato altri avversari a dar loro filo da torcere, ad iniziare dal GSD Porto Torres, guidato in panchina per l’intero girone d’andata dall’ex ct dei romani Carlo Di Giusto e poi affidato a Sara Cappellini. I sardi, primi e imbattuti dopo 12 gare di campionato, sono guidati in campo dallo statunitense Matt Scott, capocannoniere dello scorso anno e medaglia d’oro con gli Usa a Rio 2016. Una stella a cui si affiancano, fra gli altri, il britannico George Bates e il sempreverde Fabio Raimondi. La Briantea84 invece, che ha perso solo il doppio confronto con Porto Torres (la prima al termine di una gara epica finita dopo due tempi supplementari) ha lasciato andare l’inglese Gaz Choudrhy, decisivo lo scorso anno, ma ha accolto quattro elementi del vecchio Santa Lucia: Adolfo Damian Berdun, Ahmed Raourahi e i due giovani Giulio Maria Papi e Laura Morato (sì, questo basket non è cosa esclusivamente maschile).
 
Subito dietro ci sono la DECO Group Amicacci Giulianova e la S. Stefano Banca Marche. Gli abruzzesi, che lo scorso anno nella semifinale playoff andarono ad un tiro libero di distanza dall’eliminare Cantù, si sono consolidati sotto la guida del coach francese Malik Abes e possono contare rispetto al 2015/16 sugli innesti dello statunitense Sanchez e dei francesi Sandrella e Flavien. L’altro francese Sofyane Mehaoui, stella della nazionale transalpina ed ex del Santa Lucia, ha invece scelto la piazza di Porto Potenza Picena (Macerata), per una compagine che si è rivelata la vera sorpresa della stagione.
 
Regge il Santa Lucia Roma, quinto e ormai certo della salvezza, un vero miracolo per una squadra che qualche mese fa sembrava non avere un futuro, dopo il passo indietro della Fondazione Santa Lucia dovuto alle difficoltà economiche che affronta l’intero comparto della sanità laziale. Le quote della società sono state cedute a costo zero ai giocatori che avevano manifestato l’intenzione di continuare: Mohamed Sanna Alì è il nuovo presidente, affiancato in campo e non solo dal capitano Matteo Cavagnini (giocatore simbolo della nazionale azzurra) e da un ottimo Marco Stupenengo, con in panchina il giovane coach della nazionale femminile, Fabio Castellucci. Certo, è stato inevitabile il ridimensionamento delle aspettative rispetto agli anni passati, ma la sparizione nell’immediato è stata scongiurata e per il futuro c’è spazio per crescere. Fanno parte del lotto anche il Padova Millennium Basket, che ha visto l’arrivo dell’ex azzurro Fabio Bernardis; la Cimberio HS Varese, guidata dal nuovo coach Emanuele Pruneri; la Special Bergamo Sport Montello, che ha mantenuto praticamente inalterato il roster rispetto alla scorsa annata e la Dinamo Lab Banco di Sardegna Sassari che invece ha scelto la via opposta, cambiando moltissimo. Le ultime due formazioni si giocano la permanenza nella massima serie. In tutto sono nove squadre, e ne manca una decima, che inizialmente doveva esserci e invece non c’è: si tratta di Genova, che aveva guadagnato sul campo il diritto sportivo a disputare la serie A, ma ha dovuto rinunciarvi per ragioni economiche, re-iscrivendosi alla B.
 
Campionato, quest’ultimo, al quale partecipano 30 squadre divise in 4 gironi. Ci sono piazze come Bologna, Parma, Brescia, Torino, Firenze, Verona, Vicenza ma anche Trento, Foligno, Rieti, Battipaglia, Barletta, Catania, Palermo, Trapani. “Il movimento – dice l’appena riconfermato presidente della Federazione italiana pallacanestro in carrozzina (Fipic) Fernando Zappile – è radicato in tutto il territorio, eccezion fatta per Valle d’Aosta e Basilicata. Dove siamo carenti è il settore giovanile, soprattutto al sud. Del resto, l’impegno economico per una società è considerevole”. Ma questo è un altro racconto, che facciamo altrove.
 

di Stefano Caredda

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