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Prosopagnosia, il disturbo che impedisce di riconoscere i volti

Questa patologia può essere congenita o acquisita, rende l'individuo incapace di riconoscere le facce delle persone note e, talvolta, perfino il proprio volto, quando si guarda allo specchio oppure osserva una sua foto

10 maggio 2022

La Prosopagnosia è una forma di cecità molto particolare, legata ad un deficit cognitivo del sistema nervoso centrale che impedisce a chi ne soffre di riconoscere i volti, nelle forme più gravi anche il proprio. Ne è colpito il 2,5% della popolazione mondiale e in Italia si stimano oltre un milione di casi, anche se la diagnosi è estremamente difficile da porre con esattezza. Ma ora un gruppo di scienziati della City University of London e del, King’s College di Londra ha messo a punto un test in grado di diagnosticarla.

La Prosopagnosia (dal greco prosopon = il volto e agnosia = non conoscenza) è l’incapacità di riconoscere le facce delle persone e, nei casi più gravi, di distinguere la propria immagine allo specchio o in fotografia. Detta anche Cecità per i volti, colpisce il 2,5% della popolazione mondiale (in Italia si registrano oltre un milione di casi) e può manifestarsi alla nascita (forma genetica) o sopravvenire, nella forma acquisita, in seguito a un danno cerebrale (trauma, ictus, malattie degenerative).

A tutti può capitare di non riconoscere qualcuno o di non ricordarne il nome, ma ai prosopagnosici basta un lieve cambiamento a rendere irriconoscibile il coniuge o un figlio; il loro riconoscimento avviene infatti per dettagli: vestiti, taglio di capelli, voce, interessi, ruolo sociale. La responsabile sembra essere un’anomalia nell’analisi dei volti che avviene nel giro fusiforme, l’area cerebrale in cui è archiviato il modello standard di visi con il quale confrontiamo ogni volto nuovo. Fatichiamo, per esempio, a riconoscere gli orientali perché sono diversi dal modello.

Non esistono cure specifiche. Patologie come questa possono anche impedire di riconoscere i luoghi o gli oggetti che ci circondando ogni giorno. Le persone affette da prosopagnosia spesso usano indizi non facciali per riconoscere gli altri, come il taglio dei capelli, i vestiti, la voce o altre caratteristiche distintive. A volte chi non riesce a vedere i volti mette in atto meccanismi di compensazione e alla diagnosi arriva solo in età adulta.

Il nuovo test diagnostico
Per capire se una persona soffre di prosopagnosia o se invece si tratta solo di una persona poco fisionomista i medici si basano su test al computer. La persona viene invitata ad individuare, memorizzare e riconoscere una serie di volti sconosciuti, ma questa condizione può diventare estremamente frustrante perché può essere davvero difficile riuscire ad arrivare a una diagnosi precisa.
Ma ora il nuovo test diagnostico, elaborato dagli Scienziati della City University of London e del, King’s College di Londra, offre un'ulteriore possibilità di arrivare ad una diagnosi precisa.  Per aiutare chi pensa di soffrire di questo disturbo i Ricercatori inglesi hanno messo a punto un test che riproduce dieci diverse situazioni tipo. Ad ogni frase deve essere dato un punteggio da 1 a 5, a seconda di quanto effettivamente descriva ciò che accade nella vita della persona. Questo test è però solo un preliminare, anche se importante, poiché niente può sostituire la diagnosi del medico.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano Repubblica


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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