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Ludopatia: tre esperienze concrete per contrastarla

Da Milano a Bologna, le iniziative messe in atto da associazioni di cittadini e singoli privati per contrastare la crescita di questo fenomeno patologico, sul quale lucra anche la criminalità organizzata

14 gennaio 2021

C’è una malattia che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo e riguarda il gioco d’azzardo patologico (GAP) conosciuto anche con il nome di ludopatia. Secondo dati del 2018 i ludopatici in Italia sarebbero oltre 1 milione e 500mila, ma si tratta di un numero in costante crescista. Nonostante sia entrata nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale, la ludopatia continua a rappresentare un problema sanitario e sociale rilevante. Poco incisiva sembra, al riguardo, l’azione delle istituzioni, mentre diverse sono le iniziative di privati cittadini che cercano di contrastare il diffondersi del gioco d’azzardo patologico. Di tre di queste riferiamo qui.

La ludopatia – come riconosce l’Organizzazione Mondiale della Sanità – è una vera e propria malattia mentale, con sintomi specifici, con impulsi incontrollabili a giocare d’azzardo o a fare scommesse in denaro. Sul sito del Ministero della Salute, per dare una definizione di questa patologia, si legge che la ludopatia è “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze.”.

Negli ultimi anni il gioco d’azzardo è divenuto una vera e propria piaga sociale. Secondo dati del 2018 i ludopatici in Italia sarebbero oltre 1 milione e 500mila e 106,8 sono stati i miliardi di Euro spesi, nello stesso anno, per il gioco d’azzardo ma si tratta di numeri in costante crescista ed è stato necessario l’intervento delle Istituzioni: dal punto di vista sanitario, infatti, la ludopatia è entrata nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale e da quello commerciale sono stati regolamentati i requisiti di chi può accedere al gioco e in che modo. Attualmente le licenze sono concesse solo agli operatori che possono garantire elevati standard di qualità e di sicurezza (controllo dell’età del giocatore che deve essere maggiorenne, limiti sugli importi di gioco per l’online e probabilità di vincita presentate).

Ma ciononostante il fenomeno non si arresta, anche perché lo Stato guadagna dal gioco (nel 2018, sul totale dei Miliardi spesi in gioco dagli italiani, oltre 19 sono stati i Miliardi di Euro incassati dallo Stato). E’ dunque un gatto che si morde la coda: da una parte si impegnano risorse finanziarie per attrezzare i Servizi di contrasto alla ludopatia; dall’altra si guadagna su questa pericolosa dipendenza patrologica. Non c’è però solo lo Stato a contrastare il crescere di questo fenomeno patologico (sul quale lucra anche la criminalità organizzata). Anche molte associazioni di cittadini e singoli privati sono scesi in campo contro la ludopatia. Qui riferiamo di tre diverse iniziative.

Due bar a Milano e la città di Bologna contro la ludopatia
La prima iniziativa positiva è quella di Enzo che gestisce il For Art Cafè di Milano. Dove c’erano le slot-machine, dal 2014 ci sono fiori e libri: “Era un locale tutto scuro, con le pellicole ai vetri e cinque slot all’interno” – racconta Enzo, che insieme al fratello Lino e alla sorella Anna ha rilevato l’attività di piazza Frattini nel dicembre scorso – “Al momento della presentazione del nostro progetto, il gruppo Coin (che gestisce il centro commerciale in cui si trova il bar, Ndr) ci ha chiesto se volevamo anche noi mettere le slot”. La risposta dei tre fratelli è stata perentoria: “A noi guadagni facili sulla pelle delle persone e sulle famiglie non interessano”.E abbiamo fatto inserire nel contratto di locazione il divieto di istallazione delle slot”, riferisce Enzo. Al posto delle slot-machine, è stata collocata una libreria piena di volumi, “frutto della nostra condivisa passione per la lettura: così abbiamo deciso, sotto suggerimento di una nostra carissima cliente, di mettere a disposizione dei nostri clienti uno scambio di libri a costo zero”.

Accanto ai libri, sono spuntati i fiori, grazie all’esperienza di Enzo, fiorista dal 1999. E la clientela pare abbia apprezzato queste scelte: “Le slot certo assicurano un buon incasso” – spiegano i tre fratelli – “ma molta della clientela è poco raccomandabile.”. “È questione di scelte: noi preferiamo puntare sulla qualità dei nostri prodotti, sulla nostra professionalità e sulle nostre capacità.”. “Se ami il tuo lavoro e lo svolgi al meglio, non hai bisogno di ricorrere a questi mezzi.”. “E la risposta dei clienti é stata molto positiva, ancora oggi riceviamo complimenti per l’ambiente accogliente e armonioso che abbiamo realizzato,”.

Poi, sempre a Milano, c’è l’esperienza del Persefone di Giuseppe che nel 2013 ha deciso di togliere le due slot-machine che aveva istallato. Da allora nessun ripensamento. “Non ne potevo più” – ha dichiarato – “di avere la fila fuori la saracinesca all’alba e di dover cacciare le persone alla chiusura”. Una scelta che lo portò sui giornali, da quelli locali fino ai media nazionali. “Non metterò mai più una macchinetta.”. “E, sia chiaro, sono venuti più volte a ripropormele.”. “Tanto più che togliere le slot aiuta il busines.”.

Per una clientela persa se ne trova una nuova. “In questi anni si sono avvicinati a noi un sacco di clienti per bene, persone che lavorano nella zona. In molti si complimentano quando vedono l’attestato di bar free slot e mi dicono che vengono a bere il caffè da me perché è etico.”. Un’esperienza, quella di Giuseppe che fa anche proseliti. “Il proprietario del bar tabacchi qui di fronte ha visto gli articoli sul giornale ed è venuto a chiedermi informazioni. Io gli ho raccontano la vicenda e in breve anche lui ha deciso di rinunciare alle slot!.”.

Dunque, una buona pratica che si espande, c’è il progetto “L’azzardo non è un gioco. Liberi di uscirne” del Comune di Bologna, che raccoglie storie come quella di Stefano, proprietario dello Zanzibar Caffè, che ha deciso di fare del suo un locale slot-free. Tante iniziative che non solo informano e sensibilizzano sulla pericolosità del gioco d’azzardo patologico, ma agiscono concretamente anche contro la criminalità organizzata che lucra su questa dipendenza.

Fonti: Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Mensile Vita e dal Sito web del Comune di Roma Comune Info, net.



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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