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Aziende sanitarie. Monitoraggio di Libera: "Solo il 7 per cento è trasparente"

Indagine civica di Riparte il futuro di Libera e Gruppo Abele sulla trasparenza di 252 Asl. Solo 18 aziende hanno soddisfatto tutti i criteri. 28 aziende ancora a quota zero.

4 aprile 2014

ROMA -Un paese che sul fronte della trasparenza delle aziende sanitarie ha ancora molto da fare. E' questa la fotografia scattata da Libera e gruppo Abele all'Italia, attraverso un monitoraggio su 252 Asl, presentato nell'ambito della Campagna Riparte il Futuro contro la corruzione. Dal sondaggio emerge che soltanto 18 aziende, il 7,4 per cento sul totale, hanno raggiunto il 100 per cento, soddisfacendo (completamente e non solo in parte) i cinque criteri indagati (bilanci, bandi di gara, liste d'attesa, rapporti con il settore privato e con i cittadini). Il 21,9 per cento delle aziende è al 75 per cento, il 34,3 per cento ha raggiunto il 50 e il 24,8 per cento è al 25 per cento. Ventotto aziende invece (l'11,6 per cento sul totale), non hanno soddisfatto nessun criterio e sono ferme a quota zero.

Analizzando nel dettaglio i cinque criteri, il dato migliore risulta quello relativo alle liste di attesa che, ancorché differenti nel formato e nella analiticità informativa, risultano pubblicate dal 76,86 per cento delle strutture, con quattro regioni (Basilicata, Trentino Alto Adige, Umbria e Valle D'Aosta) al 100 per cento. Ancora indietro Calabria e Marche, fanalino di coda il Molise. Il criterio sulla trasparenza della pubblicazione di bandi e concorsi risulta soddisfatto dal 50 % delle strutture con nessuna Regione che raggiunge il 100 per cento e con il Molise e Valle D'Aosta a quota zero. Il 31,40% delle aziende hanno soddisfatto il criterio sulla pubblicazione del bilancio con l'Umbria unica regione a livello nazionale che raggiunge il 100 per cento, mentre sono ben sei le regioni, (Abruzzo, Campania, Calabria, Liguria, Molise e Valle D'Aosta) che sono ancora al palo a quota zero. Il 30,58% delle aziende sanitarie hanno pubblicato e aggiornato annualmente l'elenco delle strutture sanitarie private accreditate, con le migliori percentuali in Veneto (62,5%) Emilia Romagna (61%) e Umbria (50%) con quattro regioni, (Campania, Abruzzo, Molise, Valle D'Aosta) ancora a quota zero. Il quinto e ultimo parametro riguarda l'organizzazione da parte delle Asl, almeno una volta all'anno, delle giornate della trasparenza, un evento aperto alle associazioni e alla cittadinanza per rendere pubbliche e discutere le politiche di trasparenza e anticorruzione, l'erogazione dei servizi e le spese: l'hanno organizzata solo l'1,65% delle Aziende.

"I dati di questo monitoraggio sono spesso sconfortanti. La vera lotta agli sprechi nel mondo sanitario - sostengono Libera e Gruppo Abele, promotori della campagna - prima di qualunque taglio, si fa promuovendo maggior trasparenza e efficienza. Non c'è dubbio che l'opacità dei processi, che può portare alla corruzione, permette lo spreco più grande". L'obiettivo del monitoraggio, con i dati aggiornati al 15 marzo, è ottenere quanto prima l'adempimento dei provvedimenti previsti dal decreto legislativo 33/2013 da parte di tutte le Aziende sanitarie sui temi della trasparenza.

(7 aprile 2014)

di d.marsicano

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