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Gravina visita l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: il calcio è veicolo di gioia

Il presidente Figc all'inaugurazione delle stanze del reparto pediatrico. Si corona il sogno della piccola Iaia che sognava un luogo a misura di bambino

18 ottobre 2022

ROMA - La piccola Iaia sognava che quell'ospedale, dove si prendevano cura di lei, potesse diventare davvero a misura di bambino. Aveva espresso il desiderio che le pareti fossero piene di colore e fantasia per poter volare con la mente e con il cuore al di fuori della sua stanza. Ilaria Orlando se ne è andata nel 2018 dopo una battaglia durata sei anni e la madre di Iaia, Ida, ha deciso di realizzare il suo sogno per tutti i piccoli pazienti dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Così un team composto da 3 medici, 2 coordinatrici di reparto, il personale dell'ufficio tecnico, 2 psicologi dell'età evolutiva con specializzazione in arteterapia, 4 artiste, la famiglia di Ilaria e un'azienda specializzata in produzione e applicazione di stampe per pareti ospedaliere ha portato avanti il progetto durato due anni. E oggi quel sogno è diventato realtà: 28 delle 35 stanze dei reparti di Pediatria, Oncologia Pediatrica, Epatologia, Gastroenterologia pediatrica e dei Trapianti sono state infatti colorate per favorire il benessere dei piccoli pazienti durante la degenza ospedaliera. Un'iniziativa sostenuta dalla FIGC, che ha dato il suo contributo per decorare alcune delle stanze con disegni a tema calcistico.

"I bambini- ha dichiarato il presidente federale Gravina partecipando all'inaugurazione- realizzano sogni grazie alla loro forza e alla loro vitalità, hanno la straordinaria capacità di insegnare agli adulti come affrontare la vita, immaginando un luogo o addirittura un mondo migliore. Nel nostro Paese, il calcio è una passione comune, è un veicolo di gioia, la stessa che abbiamo cercato di trasmettere nei piccoli pazienti dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII sostenendo un progetto bellissimo, nato dal desiderio di Iaia. Questa iniziativa ha un valore speciale per il sottoscritto, perché nasce in un momento di particolare difficoltà, di vero e proprio dolore. L'Italia è stata attraversata da un flagello (che ancora oggi non è stato completamente debellato): il Covid-19. E Bergamo ha pagato un prezzo altissimo. Proprio in quei giorni tristi avevamo preso l'impegno di venire a giocare qui con la Nazionale Azzurra e di contribuire a realizzare 'Il Sogno di Iaia'. Due impegni mantenuti".

A portare avanti il progetto dal 2019 è stata l'Associazione 'Il Sogno di Iaia', con in prima fila ovviamente mamma Ida: "È un sogno nel sogno. Poter vedere la meraviglia nello sguardo dei piccoli pazienti e delle loro famiglie ci rende felici. Il profondo amore per la vita di Ilaria è stato la scintilla che ha guidato ognuno di noi. Il nostro ringraziamento più sincero a tutti coloro che hanno camminato al nostro fianco".

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