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Sanità, appello per circoncisione rituale in strutture autorizzate

Alcune organizzazioni chiedono una legge nazionale che autorizzi la circoncisione rituale nelle strutture sanitarie

3 agosto 2022

ROMA - Un decreto nazionale che autorizzi la circoncisione rituale nelle strutture sanitarie e combattere quelle clandestine. A lanciare la proposta il Movimento internazionale transculturale interprofessionale Uniti per Unire(UxU) e le associazioni e comunità aderenti, tra cui l'Associazione medici di origine straniera (Amsi) e la Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai). "Nel 2018, secondo le nostre statistiche, le circoncisioni rituali erano più di 10mila all'anno: metà fatte all'estero e metà in Italia, di cui il 35% in modo clandestino a casa, per colpa dei costi e mancanza di strutture autorizzate. Dal 2020 sono più di 17mila, di cui il 25% all'estero e il 75% in Italia. In questo caso il 45% avviene in modo clandestino a casa, anche per il sopraggiungere della pandemia che si è sommata ai costi elevati ed all'assenza di strutture". Così il presidente Amsi e Co-mai Foad Aodi che riferisce le statistiche che aggiunge: "per questo ribadiamo il nostro appello per tutte le forze politiche, che sono impegnate nella campagna elettorale, per poter tutelare di più la salute dei bambini musulmani e non e combattere le circoncisioni clandestine fai da te. Chiediamo una legge nazionale per l'interesse di tutti".

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