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Salute mentale, a Palermo sit-in di protesta per la carenza dei servizi

A promuoverlo il Coordinamento regionale “Si può fare per il lavoro di comunità”. Tra i problemi segnalati: diminuzione della spesa sanitaria; aumento dei trattamenti sanitari obbligatori; mancanza di pratiche terapeutiche e socio-inclusive di deistituzionalizzazione

1 luglio 2022

PALERMO - Sfidando il caldo di questa mattina, a Palermo tanti familiari, associazioni insieme ad alcune persone seguite dai centri, hanno protestato per i disservizi in ambito di salute mentale ed assistenza psichiatrica, con un sit-in davanti all'assessorato regionale alla sanità. Ad organizzare e guidare la protesta è stato il Coordinamento regionale ETS “Si Può fare per il lavoro di comunità” sostenuto da 43 tra realtà sociali e singoli cittadini. Alla protesta hanno aderito inoltre i sindacati CGIL (Partinico-Palermo-Siracusa), Spi CGIL Palermo UIL Sicilia e Area Vasta Palermo Siracusa Ragusa Gela.
A quasi un anno di distanza dalla manifestazione di protesta contro i disservizi nel settore della salute  mentale a seguito della quale è scaturita  l'emanazione delle linee guida per l'avvio operativo dei progetti terapeutici individualizzati sostenuti finanziariamente attraverso il budget di salute, continuano i ritardi nell'applicazione di tali norme, le  distorsioni, le inadempienze, ed un ormai cronico stato di peggioramento dello stato dei servizi che  dovrebbero tutelare la salute mentale della popolazione.
Il coordinamento “Si può fare per il lavoro di comunità", durante l'incontro del 22 di aprile scorso  presso l'Assemblea Regionale Siciliana,  ha denunciato con forza la grave situazione relativa alla  diminuzione della spesa sanitaria dedicata alla salute mentale, l'aumento dei trattamenti sanitari  obbligatori (TSO), la mancanza di pratiche terapeutiche e socio-inclusive di deistituzionalizzazione  dei pazienti alternative all'invio in strutture residenziali come le comunità terapeutiche assistite (CTA)  o le comunità alloggio, lo scarso numero dei posti letto nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) e dei centri diurni.
"I progetti terapeutici individualizzati stentano a decollare, in una situazione in cui gli ostacoli burocratici, le resistenze, rendono troppo lenti i processi di applicazione di questo prezioso ed urgente strumento a grave danno dei pazienti e dei familiari - scrive nella nota il Coordinamento -. Non migliora neanche la situazione relativa alle piante organiche in ambito di salute mentale: sembrano mancare centinaia di operatori tra psichiatri, psicologi, assistenti sociali, terapisti della riabilitazione, educatori, sociologi ed amministrativi. Mancano sul territorio strutture residenziali sanitarie dedicate ai pazienti caratterizzati da ‘doppia diagnosi’, si attende l'apertura della quarta Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza  (REMS), le tre presenti risultano infatti insufficienti a coprire il fabbisogno sul territorio regionale, avviene così che parecchi pazienti caratterizzati da disturbi psichiatrici e contemporaneamente da gravi problemi di comportamento ed autori di gravi reati vengano inviati in CTA, dove però danno spesso luogo a vessazioni e ad episodi di aggressività nei confronti degli altri pazienti. L'integrazione socio-sanitaria sembra segnare ulteriormente il passo con gravissime conseguenze per l'utenza, anche per la mancata applicazione del decreto assessoriale del 31.07.2017 la cui applicazione permetterebbe maggiore chiarezza in ordine alla problematica di comunità alloggio e gruppi appartamento che stentano a decollare, oltre a chiarire le responsabilità dei comuni che spesso non riescono neanche ad applicare la legge 328/2000".

"Chiediamo di attuare il budget di salute mentale e di vigilare sulla sua concreta applicazione che è diversa da un posto all'altro della Sicilia  - ha detto Grazia Adorni mamma di una ragazza -. Due anni fa ad inizio pandemia ho fatto 15 giorni di sciopero della fame per chiedere il riconoscimento dei diritti di chi come mia figlia si trovava dentro le CTA. Oggi abbiamo riaccolto con noi nostra figlia che ha un piano terapeutico reale. Queste persone, giovani e adulte, per essere realmente integrate nella società hanno bisogno di diverse figure professionali che valorizzino tutte le loro potenzialità e capacità effettive per una loro completa riabilitazione fisica e sociale".


"Tra le priorità chiediamo l'applicazione della legge sul budget di salute  che è stata abbandonata a se stessa - ha sottolineato il presidente del Coordinamento Gaetano Sgarlata  -. Chiediamo, pertanto, che l'assessore predisponga i controlli affinchè le diverse aziende sanitarie ne possano dare giusta applicazione. Un altro punto importantissimo è la carenza delle piante organiche per cui mancano, oltre a personale medico ed infermieristico, anche psicologi, assistenti sociali, terapisti della riabilitazione e sociologi. Purtroppo a pagarne le conseguenze sono le persone che hanno bisogno di questi servizi e i familiari che soffrono e subiscono la carenza del sistema".  

In tarda mattinata una delegazione del Coordinamento è stata ricevuta dalla direzione generale dell'assessorato che era in collegamento online da Catania con l'assessore Ruggero Razza. Durante l'incontro l'assessore si è confrontato sull'integrazione socio-sanitaria, l'apertura delle Cta per le doppie diagnosi, il monitoraggio sul budget di salute, il fondo sociale europeo destinato alle comunità alloggio della Sicilia e la prossima stabilizzazione di alcuni psicologi e psicoterapeuti. Sui diversi punti espressi dall'assessore presto il coordinamento stilerà in maniera dettagliata un verbale.

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