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Vulnerabilità e risorse delle persone in carrozzina

Tra le varie forme di violenze c’è anche lo stigma nei confronti delle persone disabili. Antonia De Vita cura “Fragilità contemporanee” (Mimesis)

18 giugno 2022

Tra i vari volti dell’aggressività nelle relazioni interpersonali, nel razzismo, nella povertà, nei vissuti di bullismo e cyberbullismo, c’è anche il rischio di chiusura e autoisolamento per i gruppi social di chi soffre di malattie croniche o invisibili e c’è pure il volto dello stigma nei confronti delle persone disabili. Sono i temi trattati dal saggio collettivo “Fragilità contemporanee. Fenomenologie della violenza e della vulnerabilità”, a cura di Antonia De Vita, docente di Pedagogia all’Università di Verona, tra cui figura anche una ricerca sulla disabilità motoria. «Quando la mobilità quotidiana è confinata alle possibilità della carrozzina, non sono solo le barriere architettoniche a limitare i movimenti. Sono anche gli sguardi, le voci, le disattenzioni e le troppe, non richieste, attenzioni». Sono quelle che vengono chiamate barriere sociali e culturali, a cui si aggiungono quelle personali ed emotive. A fare da contraltare ci sono i vari tipi di risorse e facilitatori, nonché la resilienza, che ciascuno riesce a mettere in campo per affrontare una determinata condizione fisica: un mix di fattori concreti e psicologici, individuali e non, in grado di ribaltare l’assunto di base. Il volume, edito da Mimesis, fa parte della collana Eterotopie: spazi di riflessione e ricerca su società, filosofia e contemporaneità. (M. T.)

(La recensione è tratta dal numero di maggio di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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