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Disabilità, il Veneto aumenta i fondi ai centri diurni e alle comunità alloggio

Incremento complessivo di 40.200.000 euro nel triennio 2022-2024. L'assessora Manuela Lanzarin:"Tassello per migliorare, getta le basi per i progetti futuri"

16 giugno 2022

VENEZIA - "L'impegno a sostegno del sociale non è fatto solo di fondi, ma anche di presa in carico, conoscenza, condivisione e ascolto". E così dopo aver visitato comunità, strutture e centri ("E in ognuno ho imparato qualcosa") e raccolto "suggerimenti, ma anche lamentele che mi sono servite per migliorare", Manuela Lanzarin annuncia un provvedimento di giunta, che "rappresenta un tassello per migliorare" il sistema della presa del Veneto "gettando le basi per i progetti futuri".
Oggi la giunta ha dato semaforo verde alla misura che, come spiega l'assessora alla Sanità e alle Politiche sociali, aumenta i fondi agli enti gestori accreditati dei Centri diurni e delle Comunità alloggio per le persone con disabilità. Il provvedimento interviene a sostegno delle quote di rilievo sanitario con ulteriori 13.400.000 euro annui a partire dallo scorso 1 gennaio per un incremento complessivo di 40.200.000 euro nel triennio 2022-2024.
"Questo atto di programmazione è un riconoscimento del lavoro che hanno svolto e stanno svolgendo gli enti che garantiscono questi servizi fondamentali nella presa in carico di persone disabili- sottolinea Lanzarin- un lavoro che non è solo a beneficio della singola persona ma anche di numerosissime famiglie che vengono sostenute e affiancate nell'assistenza al loro congiunto. La rilevanza sociale, quindi, è importantissima". L'assessore, dopo aver toccato con mano "quanto sia forte l'impegno di chi lavora in queste strutture e di come il recupero di una persona con disabilità rappresenti un successo per l'intera collettività", sottolinea quindi che "è solo attraverso un'integrazione vera che si crea un tessuto sociale a misura di cittadino".
La programmazione regionale, prosegue Lanzarin, "non si limita a fissare un incremento sensibile dei fondi per le rette. Intende ripensare il sistema delle unità di offerta in ambito residenziale e semiresidenziale a beneficio della disabilità rendendolo più coerente ai profili di gravità fisica e funzionale della persona assistita, all'evoluzione dei bisogni anche rispetto all'invecchiamento e agli elementi di variabilità delle necessità".
Per le Comunità alloggio, ad esempio, è "prevista una vera novità. Gli importi per le rette non si basano più su tre tipologie di livello assistenziale: basso, medio e alto ma su due perché questi ultimi saranno unificati".

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